Il primo a presentarsi in mix zone dopo il triplice fischio finale è Filippo Fusco, che come sempre non si tira indietro quando le cose non vanno per il meglio, esponendosi in prima persona alla stampa come già successo in occasione delle brutte prestazioni di inizio campionato con Entella e Crotone. È un Bologna diverso quello che esce sconfitto dal Picchi, secondo il direttore sportivo rossoblù, che non perde la calma e l'ottimismo derivanti dall'ultimo bel mese e mezzo del Bologna da lui costruito questa estate: "Il campionato è lungo, una squadra che è comunque riuscita ad andare due volte in vantaggio su un campo come Livorno, controllando il gioco con il palleggio soprattutto nel primo tempo, dimostra di essere una forte, di avere valori importanti. Al di là degli episodi favorevoli, fino alla mezzora del secondo tempo credo che il Bologna avesse meritato il risultato positivo, tenendo il pallino del gioco di una partita non particolarmente brillante da parte di tutte e due le squadre. C’è rabbia per come è andata la partita, perdere così fa male: soffro molto le sconfitte, sto fisicamente male".

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A non convincere i tifosi è stata soprattutto a gestione dei cambi da parte di Lopez nel finale, ma Fusco - come era lecito attendersi - difende le scelte del proprio tecnico: "Cacia era alla terza partita in tre giorni, ha corso tanto e ha fatto reparto da solo; ci può stare un discorso di gestione delle energie. Pasi era entrato sul finire del primo tempo, l’idea di coprirsi sulle fasce era una scelta che ci stava e il cambio di Cacia è stata una mossa obbligata".

Partita a parte, Fusco non si nega ad una battuta riguardo i rumors sempre più insistenti sull'arrivo di Corvino nel ruolo da lui stesso occupato attualmente: "I rumors non mi turbano affatto. Ho lavorato fin dall’inizio con grande passione per il Bologna, sono orgoglioso del lavoro fatto. Che si possa pensare a grandissimi direttori sportivi, dal curriculum enorme come quello di Corvino, mi può far piacere per il Bologna e dimostra le grandi ambizioni della società. Io però continuo a lavorare come dovessi rimanere 10 anni al Bologna: il mio contratto scade nel 2014 e fino a quando sarò nel Bologna darò il massimo per aiutare questa società, la squadra e il mister, che fino ad ora hanno fatto un grandissimo lavoro".

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