Per il momento, tiriamo un bel sospirone di sollievo, poi chissà. I (quasi) due goal siglati nella finalina per il 3° posto contro l'Uruguay hanno fatto sobbalzare tutti i cuori rossoblù, che pur contenti per la vittoria azzurra di rigore, hanno temuto di perdere il loro capitano. Ci si aspettava, come era logico, che dopo una prestazione del genere in mondovisione le pretendenti per Alino (Milan e Juve) sarebbero tornate alla carica, dopo un periodo di stallo. E lo stesso Guaraldi ha subito precisato che l'ormai nota asticella dei 10 milioni, che separa il fantasista toscano da una delle due big, potrebbe essere issata ulteriormente di un paio di milioncini. Tuttavia, né da Milano né da Torino si sono fatti sentire. Dalle parti della Madonnina ha tenuto banco fino a ieri pomeriggio la telenovela El Shaarawy, risoltasi positivamente. Ora si può pensare a comprare (cessioni permettendo), anche se ad oggi il nome caldo per affiancare Saponara sulla trequarti è quello del giapponese Honda. In zona Mole invece, sono stati giorni di presentazioni ufficiali: prima l'Apache Carlitos Tevez, poi Llorente. Altri tasselli saranno un difensore e un esterno mancino, leggasi Ogbonna e con buone probabilità l'ex Lazio Kolarov. Ma di Diamanti, pure qui, nemmeno l'ombra. Se il presidente rossoblù manterrà la sua parola, non è rimasto molto tempo alle pretendenti per scippare Diamanti a Pioli, visto che ormai il ritiro è alle porte e di valigie piene zeppe di soldoni non se ne vedono all'orizzonte. I bolognesi sperano che Milan e Juve rimangano con la testa su altri obiettivi, lasciando così il n.23 almeno un'altra stagione sotto le Due Torri, consapevoli però che le strade del calciomercato sono infinite. Anche perchè la doppietta contro Cavani e soci brilla ancora negli occhi degli italiani, tranne che in quelli di Galliani e Marotta. Non che ci dispiaccia, anzi. Per ora va benissimo così.

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