"Once a Gunner, always a Gunner". Verba volant...Scripta manent. Nell'agosto 2011, Cesc Fabregas scrisse un tweet che recitava quanto riportato nel virgolettato. Il catalano lasciava l'Arsenal per il Barcellona, la squadra d'infanzia. Ieri però Cesc ha firmato per il Chelsea, avversaria storica dell'Arsenal. Un derby antico ma una rivalità nuova, sfociata anche e soprattutto nelle ultime stagioni dove la banda Wenger e quella ora di Mourinho si sono sfidate ad alti livelli. 'Una volta che sei un Gunner, sei sempre un Gunner'. Già. In quei casi, però, non ti fai immortalare con la 4 del Chelsea, sorridente, dopo un bel quinquennale firmato. Altro che cannoni eterni. Cadono stadi e simbolo, figuriamoci le icone e le promesse. Basta un tweet, per ricordarlo. Passano, i giocatori. Volano via anche miele e violini, i cui echi si fanno sempre più labili. C'era una volta un Gunner. C'è adesso un Blues sorridente. Ma col cuore diviso a metà.

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