Sembra uno dei gironi più scontati vista la netta superiorità dell'Argentina, ma squadre come Nigeria, Iran e Bosnia non sono in Brasile a far presenza. Il girone F dei Mondiali 2014 è del tutto particolare perché unisce al suo interno ben quattro continenti diversi: America, Africa, Asia e Europa. Scontri multiculturali e non certo banali e se l'Argentina ha già un posto quasi prenotato agli ottavi di finale c'è parecchio equilibrio per il secondo lasciapassare per la fase ad eliminazione diretta tra le altre tre squadre, tutte protagoniste di un ottimo percorso durante i rispettivi gironi di qualificazione.

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L'Argentina dicevamo è di diritto tra le favorite assolute per la vittoria finale. Ormai da tanti anni è ai vertici del calcio mondiale, ma è dai tempi di Maradona che non riesce a conquistare l'ambito trofeo. Quest'anno, con l'occasione del mondiale in Sudamerica in casa degli acerrimi rivali, cercherà assolutamente il riscatto e lo farà con alla guida tecnica Alejandro Sabella, considerato tra i migliori allenatori argentini. Il suo piano, sin dall'inizio della sua avventura con l'albiceleste, è stato quello di valorizzare e incentrare il gioco della squadra su Leo Messi, fresco del faraonico rinnovo con il Barcellona, per quasi tutti il miglior calciatore al mondo da cinque anni a questa parte, che non ha però mai del tutto brillato in nazionale. Il suo anno al Barcellona non è stato certamente il migliore, ma siamo sicuri che “la Pulce“ cercherà di rifarsi con gli interessi, vista anche la fascia di capitano e le enormi responsabilità che ne derivano. Oltre a lui comunque siamo davvero di fronte ad una squadra di stelle assolute, soprattutto da centrocampo in su con giocatori del calibro di Gago, Mascherano e Di Maria (nel nuovo ruolo come al Real dove ha fatto sfracelli) a centrocampo e un trio delle meraviglie in attacco composto da Messi appunto, " el Pipita" Higuain e "el Kun" Aguero. Il super Tevez visto in Italia è stato lasciato a casa per alcune incomprensioni col c.t. ma le alternative (Palacio e Lavezzi su tutti) non mancano. Alcuni problemi potrebbero arrivare dalla difesa, esperta ma storicamente punto debole della nazionale bicampione del mondo, e dal portiere, Romero, retrocesso panchinaro al Monaco ma in mancanza di valide alternative titolare inamovibile in nazionale. Le fortune del 4-3-3 di Sabella dipenderanno comunque dalle prestazioni di un Messi che nel caso si dimostrasse quello imprendibile dei 4 palloni d'oro consecutivi non vieterebbe alcun traguardo compreso quello della vittoria finale per la selezione albiceleste.

A rappresentare l'Africa nel girone ci sono le Super Aquile della Nigeria, vincitrice della Coppa d'Africa 2013 dopo qualche anno di appannamento. I nigeriani sono una tra le compagini africane più esperte a livello mondiale. Un girone di qualificazione vinto in patria e un allenatore, Stephen Keshi, tra i migliori del suo continente fanno della Nigeria una sicura protagonista della manifestazione. Il modulo utilizzato dalla squadra è il 4-2-3-1 e il gruppo è la vera forza del team nigeriano. Sono infatti pochi i giocatori a spiccare e ad elevarsi rispetto agli altri. In porta Enyeama, Ambrose e Egwuekwe in difesa, Moses e Oduamadi dietro l'unica punta Emenike sono tra i giocatori da segnalare anche se a livello di tecnica individuale sono i due mediani a dettare i tempi di gioco della formazione dei verdi africani; Obi Mikel, 26enne del Chelsea e di grande esperienza internazionale e Onazi, classe 1992, di proprietà della Lazio e alla prima esperienza mondiale sono le basi portanti sulle quali poggia la squadra di Keshi. Le possibilità delle aquile di passare il turno non sono poi così basse e se tutto dovesse girare nel migliore dei modi una qualificazione sino agli ottavi potrebbe davvero essere alla portata visto anche l'adattamento al clima che i calciatori nigeriani hanno potuto sperimentare già 12 mesi fa nella Confederations Cup in terra brasiliana.

L'Iran punta invece tutto sull'esperienza internazionale e il rilancio di mister Carlos Queiroz, reduce da esperienze poco esaltanti come quella al Real Madrid e con la nazionale portoghese, ma che ora sembra impegnarsi a fondo per lanciare nel calcio che conta la nazionale iraniana. Le qualificazioni sono andate parecchio bene e grazie ad un primo posto nel girone asiatico davanti a formazioni ben più organizzate e quotate sulla carta come la Corea Del Sud, l'Iran è stata una delle prime selezioni a qualificarsi per il mondiale di Brasile 2014 . La nuova organizzazione voluta dal mister si vede e sta davvero dando i suoi frutti. Il modulo scelto da Queiroz è un 4-2-3-1, un misto quasi perfetto tra giovani e giocatori con maggiore esperienza. Tra tutti il 33enne capitano Nekounam è certamente il giocatore più rappresentativo, capace da solo di fare gol e accendere il gioco della sua squadra. Al suo fianco, da non sottovalutare l'ala destra Jahanbakhsh che gioca nel NEC in Olanda e a soli vent'anni si sta già dimostrando uno dei migliori talenti della squadra. A completare la linea della trequarti un altro ottimo giocatore, Dejagah, inizialmente tra gli obiettivi della nazionale tedesca ma che ha infine accettato la convocazione della sua nazione d'origine e che sta facendo esperienza nel Fulham in Premier League. Gli iraniani, che non vogliono essere la classica squadra materasso, non hanno troppo da chiedere a questo Mondiale ed ogni punto che verrà conquistato sarà certamente ben accolto da tutti i sostenitori della nazionale asiatica per cui la presenza ai Mondiali è già di per se un successo.

A completare il girone come squadra europea c'è invece la Bosnia Erzegovina alla prima storica qualificazione alla fase finale di un Mondiale (unica esordiente di questa edizione). Inizialmente sottovalutata è riuscita a qualificarsi vincendo con ottime prestazioni il suo girone di qualificazione davanti alla Grecia e alla Slovacchia. Tutto questo grazie all'apporto di talenti di ottimo livello per una nazionale che non era davvero mai stata così forte: otto vittorie e 25 punti su 30 conquistati con 30 gol fatti e solo 6 subiti indicano la forza di una squadra che se la giocherà fino in fondo per la qualificazione. Sono principalmente cinque i giocatori che hanno permesso che il sogno della Bosnia diventasse realtà: un gruppo di giocatori forti e di esperienza internazionale che potrebbe davvero regalare altre gioie alla squadra in sede mondiale. Alcuni di loro sono conosciuti al pubblico esperto di calcio internazionale come per esempio l'ottimo portiere dello Stoke City Begovic, il giovane e fortissimo centrocampista della Roma Miralem Pjanic, il cursore laziale Lulic, e i due bomber d'area di rigore, Ibisevic dello Stoccarda ed Edin Dzeko. La punta del Manchester City è stata impiegata forse poco quest'anno causa il turnover di Pellegrini, ma le sue qualità sono conosciute da tutti e la voglia di trascinare la propria nazionale da leader e capocannoniere all-time della selezione nata appena ventun'anni fa, in circostanze non proprio felici, potrebbe essere il trampolino per i dragoni bosniaci verso quella che sarebbe una sensazionale qualificazione agli ottavi di finale alla prima partecipazione ad un mondiale.

Calendario GRUPPO F

15/06 19:00 (0.00) Rio De Janeiro Argentina - Bosnia

16/06 16:00 (21.00) Curitiba Iran - Nigeria

21/06 13:00 (18.00) Belo Horizonte Argentina - Iran

21/06 18:00 (0.00) Cuiaba Nigeria - Bosnia

25/06 13:00 (18.00) Porto Alegre Nigeria - Argentina

25/06 13:00 (18.00) Salvador Bosnia - Iran

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