di Manuel Minguzzi, inviato a Valles

Tanto pallone a Valles. Le metodologie di allenamento sono ormai cambiate e non ci sono più le ripetute di una volta, quell'intenso lavoro fisico e sfiancante senza l'utilizzo dell'attrezzo per mettere la famosa benzina nelle gambe. Si lavora molto sul campo assimilando intensità, resistenza e forza grazie, anche, all'utilizzo della palla. Possesso, uscite da basso, trame, linee di gioco e movimenti da affinare per rendere fluida una manovra rischiosa ma che può pagare tanti dividendi. E' tutto qui il ritiro di Valles, almeno per gli occhi meno allenati e competenti di tifosi e stampa.

La seduta mattutina è stata incentrata su esercitazioni con pallone di torello a campo ridotto e poi simulazione di uscita dal basso per ripartire in campo aperto a fronte della pressione avversaria. L'idea è far uscire in maniera pulita il pallone anche da situazioni difficili per poi prendersi un vantaggio dall'altra parte del campo. Il tutto sotto gli occhi attenti di Thiago Motta, sempre prodigo di consigli su movimenti, posture del corpo e giocate da effettuare, con Marko Arnautovic fulcro determinante nella ricerca della profondità per aprire il gioco sugli esterni dove Motta continua a provare Musa Barrow a destra. E' il nuovo calcio, fatto di palla a terra anche quando i comuni mortali vorrebbero spazzare palla in avanti. Invece no, precisione, smarcamenti, triangoli e uscite a due tocchi. Funziona così. E a Valles comincia ad arrivare anche la dirigenza. In alto sulla struttura che sovrasta il campo da cui vengono effettuate le riprese anche il direttore sportivo Marco Di Vaio, giunto ieri sera a Valles, mentre è dato in arrivo anche l'amministratore delegato Claudio Fenucci. Oggi pomeriggio Lucumi in conferenza e poi allenamento alle 17.

dav

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti