Ripercorriamo le ultime sfide al Dall'Ara fra rossoblù e bianconeri, fra errori arbitrali, sconfitte di misura e gioie impareggiabili. di Amos Segal
L'esultanza di Conte
Nello stesso anno solare, ma nella serata del 16 marzo, Bologna e Juventus si affrontano, reduci entrambe da due vittorie per 1 a 0. Al 6' la squadra allenata da Stefano Pioli ha la grande occasione con Alberto Gilardino, che scatta verso la porta difesa da Gigi Buffon, il quale intuisce il pericolo ed esce per sventare la minaccia; la palla rimbalza fuori e il tiro seguente di Diamanti trova l'opposizione di Chiellini.
Il primo tempo viaggia sui binari dell'equilibrio e dopo il Bologna è la Vecchia Signora a provarci, prima con un'incursione di Giovinco e poi con Vidal, che da fuori conclude alto sopra la traversa. A seguire Padoin si fa vedere in avanti vincendo un duello con Morleo e buttandola in mezzo, senza però trovare qualcuno in grado di spingere il pallone nel sacco.
Inizia il secondo tempo con il Bologna che tenta ancora il colpo a sorpresa con una punizione battuta da Diamanti sulla quale colpisce di testa Antonsson, ma Buffon para senza problemi. Qualche minuto dopo, Giovinco, ricevuta palla da Vucinic in area, conclude con un tiro di destro a girare, ma la palla finisce sul fondo non di tanto.
Al 16' arriva il vantaggio bianconero, con Mirko Vucinic che segna grazie all'assist filtrante di Claudio Marchisio. Il Bologna prova a reagire, ma un colpo di testa di Gabbiadini non trova la porta per poco. La dura legge del "gol sbagliato-gol subito" punisce i ragazzi di Pioli, che subiscono il raddoppio della Juventus al 28' con Marchisio, che si vede restituito il favore da Vucinic con un bel passaggio e che conclude con un delizioso tocco d'esterno su Curci in uscita.
A far discutere a fino partita è l'atteggiamento irriverente e provocatorio di Conte, che esulta in maniera esagerata, prendendosi una caterva di pesanti rimbrotti da tutto lo Stadio colorato di rosso e blu. Stefano Pioli, dal canto suo, darà prova di grande signorilità stringendogli la mano e chiarendo poi la faccenda negli spogliatoi.
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