Il 9 agosto 1925 si concluse la sfida infinita e drammatica tra Bologna e Genoa che, in cinque atti, portò i rossoblù a vincere la prima finale della Lega Nord e, successivamente nella formalità contro la vincente dell’Italia Meridionale, il primo scudetto. Il lungo confronto tra emiliani e liguri era iniziato il 24 maggio: 1-2 per il Genoa allo Sterlino; stesso risultato, ma in favore della squadra allenata Felsner, una settimana dopo a Marassi nella gara di ritorno. Si dovette quindi ricorrere allo spareggio, ma quello del 7 giugno, nello stadio più capiente dell’epoca, l’impianto del Milan, con il Genoa che si rifiutò di giocare i supplementari dopo il contestato 2-2 finale, scatenò reclami da parte di entrambe le società: tutto da rifare, per la Federazione. Si tornò in campo a Torino il 5 luglio: 1-1 dopo i tempi regolamentari, risultato inalterato anche al termine dei supplementari, tafferugli alla stazione di Porta Nuova con due colpi di pistola esplosi dal treno dei bolognesi e un genoano ferito. Si arrivò quindi al 9 agosto: quel giorno, esattamente ottantanove anni fa, si giocò alle sette e un quarto a Milano sul campo della Forza e Coraggio, presenti solo dirigenti, giornalisti e qualche tifoso locale; tra grandi misure di sicurezza, prevalse il Bologna per 2-0, con gol di Pozzi e Perin, risultato difeso anche in nove contro undici (espulsi Giordani e Borgato). Quella con con l’Alba Roma, candidata allo tricolore per il centro-sud, sarà una formalità: la settimana dopo il Bologna si imporrà per 4-0 allo Sterlino, per poi vincere anche la finale di ritorno in Lazio per 2-0, conquistando così il primo scudetto della propria storia.
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