L’autobus è già lì, i preparativi sono ormai terminati ed è pronto per partire alla volta di Sestola, dove fino al 6 agosto il Bologna preparerà la prossima stagione. Poco prima però, Franco Zuculini si è presentato alla stampa nella sala conferenze di Casteldebole, accompagnato da Fusco che lo ha introdotto così: “Buon giorno a tutti, oggi si parte per il ritiro e c’è una presentazione importante, di un giocatore che paradossalmente pur essendo giovanissimo ha già una carriera lunghissima: è sbarcato in Europa all’Hoffenheim, forse ancora troppo giovane, ha esordito con l’Argentina in amichevole (20 maggio 2009 contro Panama, ndr) e si è già misurato in un campionato difficile come la Liga, pur avendo soli 24 anni (da compiere). Un elemento importante con grinta, personalità e orgoglio, qualità quest’ultima che lo porterà a mostrare le sue qualità in un contesto difficile come la Serie B”.
La parola passa poi al centrocampista originario di La Rioja: “Ho scelto il Bologna perché è una squadra importante, chiaro che a nessuno piace la Serie B ma con voglia e lavoro si può tornare subito in A e questo per me è l’obiettivo. A Saragozza sono stato sfortunato perché, nel mio momento migliore, mi sono rotto il crociato ed è questo che mi ha spinto a tornare in Argentina, dove sono rimasto un anno fermo. Quando a dicembre ho ricominciato a giocare pensavo potessi avere problemi, invece abbiamo giocato tre partite alla settimana contando la Libertadores e le ho disputate quasi tutte, tranne nel finale di stagione quando la gamba aveva bisogno di riposare. Ho fatto anche un pre-ritiro, e adesso sto bene. Certo quello è stato un momento molto difficile, ma il calcio e la vita mi hanno dato un’altra opportunità e voglio fare di tutto per sfruttarla e fare felici i tifosi e il club”. Varie esperienze in Europa, ma mai l’esplosione definitiva. Questa potrebbe essere la volta buona: “Da giovane è sempre difficile: nella prima esperienza in Germania, mi sono confrontato con una lingua e una cultura diverse, a Genova invece è stata un’esperienza positiva per la mia crescita. Ho avuto modo di imparare la lingua nel giro di 4-5 mesi e di conoscere la A e l’Italia, che amo visto che i miei genitori hanno origini italiane, e mi trovo troppo bene qui. A Saragozza invece mi sono infortunato e sono stato costretto a star fermo 1 anno, ma sono giovane e ho la possibilità di tornare ad alti livelli”. Centrocampista di qualità e agonismo, che con tutta probabilità farà parte del trio di titolari che Lopez intende proporre in mediana. Ma Zucu che ruolo predilige? “Devo ancora parlare col mister, io gioco dove vuole lui senza problemi. Nasco centrocampista di destra, ma posso giocare a sinistra e se serve per aiutare la squadra anche basso davanti alla difesa. Il mio modello? Mascherano, al quale mi sento identificato per il mio modo di giocare”. E di certo il paragone, almeno sul piano della forza e della determinazione ci può ampiamente stare, come dimostra la “Cabezona”, il tackle effettuato con la testa che ha reso noto l’ex Genoa: “E’ una giocata nata sul momento, non l’ho pensata. L’ho fatta due volte poi non l’ho più ripetuta, anche perchè gli arbitri non me lo permettevano e mi ammonivano sempre. Ma se serve per riportare il Bologna in A, la faccio”. Il grosso carico di grinta e qualità portati dall’argentino saranno dunque fondamentali per affrontare il prossimo campionato di B, e Zuculini dimostare di avere ben chiaro il modo in cui affrontarlo: “In B come in A si deve correre, oggi il calcio è molto fisico e se non corri non vai da nessuna parte, basta guardare Real o Barça che pur essendo squadre fortissime corrono tanto. Noi dobbiamo correre più di tutti e dare il massimo in campo”. Carattere, personalità e voglia di mettersi in gioco: se il buon giorno si vede dal mattino, ne vedremo delle belle.
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