Il Bologna è terzultimo alla fine del girone d'andata, avrebbe un disperato bisogno di rinforzi e invece in queste ore non si fa che parlare di una possibile cessione di Diamanti. Sei mesi fa era la Juventus ad allungare i suoi tentacoli sul capitano rossoblù mentre invece oggi il richiamo arriva da più lontano ma da un mondo in cui i sogni possono diventare realtà a suon di milioni. La Cina è una delle nuove frontiere del calcio: un'oasi di ricchezza in cui firmare contratti a cifre mirabolanti in grado di garantire un futuro più che agevole a qualsiasi calciatore anche dopo il ritiro. La proposta per Diamanti sembra essere quella di 5 milioni di euro a stagione fino al 2017 mentre per il Bologna sarebbero pronti circa 10 milioni in contanti e a queste cifre l'addio non è più un'ipotesi così remota. Il fantasista non è nuovo a colpi di scena dettati dalla voglia di vivere nuove esperienze e al Guangzhou lavorerebbe con un tecnico come Marcello Lippi che lo stima profondamente e che lo trasformerebbe sicuramente in un modello di calcio italiano nel mondo. In fin dei conti lo stesso Diamanti non ha mai detto di voler restare a vita nel Bologna e con grande onestà anche nelle ultime interviste concesse ha ammesso che nel calcio non si può mai dare nulla per scontato. È poi notizia di ieri che Alino non abbia compreso quelle bordate di fischi e cori ricevuti insieme ai compagni al termine della partita con la Lazio arrivate meno di due mesi dopo quell'intervista in cui il ragazzo aveva chiesto ai tifosi maggiore affetto. Oggi però la situazione è grave e non c'è spazio per le coccole, l'esonero di Pioli ha tolto il velo ad una squadra che dal primo all'ultimo tesserato ha in qualche misura reso meno di quanto ci si aspettasse deludendo i tifosi in troppe occasioni e allora forse lo stesso Diamanti potrebbe non sentire più quella fascia di capitano così stretta attorno al suo braccio tatuato. Il discrimine fondamentale tra passato e futuro in rossoblù oggi sembra essere rappresentato dai Mondiali del prossimo giugno e dalla voglia (o dalle possibilità concrete) di Diamanti di guadagnarsi un biglietto per il Brasile. Quante possibilità in più avrebbe di farcela in un Bologna in caduta libera rispetto a quelle che avrebbe nel Guangzhou? Quello che invece non fa notizie è che il Bologna abbia bisogno di soldi per sopravvivere e sperare di essere ancora in Serie A nella prossima stagione: 10 milioni sarebbero una grande garanzia in tal senso. Vendere un giocatore di trenta anni ad una cifra simile è una possibilità più unica che rara ed in questo caso porterebbe anche ad un risparmio importante a livello di ingaggio visto che Diamanti guadagnerebbe 1,5 milioni di euro netti a stagione fino al 2018. Se l'offerta cinese fosse concreta e convinta allora la cessione del fantasista diventerebbe davvero un'opzione per il club del presidente Guaraldi che però a quel punto sarebbe messo con le spalle al muro da una città che pretenderebbe investimenti importanti sul mercato ed un rafforzamento immediato della squadra affidando buona parte di quel tesoretto alle mani sapienti di Salvatore Bagni per trovare in giro per il mondo gli uomini adatti a rilanciare le speranze e le legittime ambizioni del pubblico rossoblù. La sensazione infatti è che mai come ora sia necessaria una mezza rivoluzione per provare a salvare una stagione che appare maledetta e senza soldi diventa impossibile muoversi. Denaro e idee sono indispensabili per fare calcio e oggi il Bologna che ha ritrovato le seconde potrebbe trovare anche i primi dalla cessione di Diamanti. Solo iniziando davvero ad operare con lungimiranza e progettualità allora l'addio all'ultimo simbolo potrebbe allora diventare un momento importante di passaggio per il Bologna: l'ultimo di una lunga serie di sacrifici.

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