Quest’anno, i rapporti fra Bologna ed Inter si sono attivati più del solito, mettendo in piedi quello che si può definire un vero e proprio asse. A fine giugno i nerazzurri hanno infatti prelevato il giovane Capello, promettente classe ’95 della Primavera felsinea, mandando al Bologna tre dei suoi, Alibec, pronto all’uso, seguito da Romanò e Bandini, subito girati in prestito altrove. L’operazione è stata al centro di molte discussioni sulla cessione che era ritenuta necessaria per sanare un bilancio da chiudere con un passivo il più limitato possibile entro fine mese. Detto fatto e addio Capello, che Mazzarri sta tenendo in grande considerazione e che porta sempre in panchina. Alcuni bene informati hanno presto detto che il Bologna non ha perso nulla. Chissà, lo scopriremo. Certo che se si trattasse un Borini bis, ci sarebbero da rivedere un po’ di giudizi sui ragazzini delle giovanili. A Bologna è dunque sbarcato Alibec, classe ’91 che si presenta con una gaffe. Pioli sorride e dopo i primi giorni di ritiro dice che il ragazzo ha senza dubbio un fisico imponente e un buon piede. Fatto sta che il mister chiede ora, più che mai, un attaccante esterno, perché evidentemente il rumeno non ha ancora convinto ne lui ne il suo entourage. In ritiro è parso spaesato e nonostante abbia fatto intravedere alcune buone potenzialità, al primo scorcio di partita ufficiale è sembrato intimorito dal palcoscenico. Dopodiché, a seguito dei proclami difensivi e le smentite della proprietà riguardo la cessione di Taider, ecco che Saphir è stato venduto all’Inter. Esattamente come Portanova in gennaio, quando previo comunicato furono additati i colleghi che parlarono di cessione, insinuando fossero voci prive di fondamento, è capitato ora anche con il giovane algerino. In giugno la smentita secca e risentita riguardo il suo possibile trasferimento, ma in agosto ecco la cessione. Prima di (s)vendere Taider per quasi sei milioni per la comproprietà e Laxalt, sempre che arrivi, il Bologna era partito da altre valutazioni e dalla richiesta di altre contropartite, ora finite al Livorno, che rispondono ai nomi di Duncan e Mbaye. Invece che venire incontro al Bologna, l’Inter ha dettato le condizioni in tutto e per tutto, nonostante fossero i nerazzurri gli avventori: non si fa nulla per i due africani, idem per la seconda metà di Krhin, ti prendi quello voglio io, cioè Laxalt. Traffico intenso dunque fra la Milano nerazzurra e Bologna, con la differenza che i pacchi spediti in Lombardia sono pregiati e di grande prospettiva, quelli concessi (o rifilati?) in direzione opposta, sono tutti da verificare anzi, nemmeno, perché due su tre sono passati da Casteldebole solo per le firme prima di partire per altri lidi.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti