Dopo la riunione di ieri sera tra Albano Guaraldi e i soci, può proseguire la trattativa per la cessione delle quote azionarie agli americani rappresentati da Tacopina. La corsia preferenziale è assodata e appare non esserci molta speranza per Bagni e Bruni che comunque non demordono e, anzi, potrebbero tornare alla carica. Soprattutto gli austro-romani che sono in stretto contatto con il notaio Ferretti. Per quanto riguarda Tacopina e compagnia, il nodo potrebbe essere rappresentato da Bologna 2010 e dall'hotel lasciato in eredità da Porcedda. Su questo punto sono chiare le parole di un socio del Bologna riportate da Repubblica: "Gli americani devono acquisire Bologna2010 che detiene il 90% del capitale del club", questo ovviamente significa far fronte alla situazione debitoria e, appunto, all'albergo. Su questo si cercherà di districare la matassa. Per i soci sarebbe una manna trovare una soluzione per la controllante, resta però da capire dove gli americani vogliono immettere i loro capitali, perché la distinzione tra Bo2010 e Bfc 1909 c'è eccome. Si parla di un investimento di 6 milioni per la struttura di Carlo Forte più altri per l'aumento di capitale. E' probabile che la richiesta da parte dei soci agli americani sia quella di farsi carico dell'hotel e, ovviamente, dei debiti. Su questo la cordata americana sarebbe già a conoscenza di tutto e resterebbero solo da approfondire i costi di gestione della nuova annata. I debiti a lungo termine hanno un peso, ma gli stipendi da pagare a scadenza bimestrale un altro, forse più importante. Diciamo che la disponibilità a trattare c'è, i denari a stelle e strisce anche ma alcuni piccoli-grandi dettagli sulla controllante Bologna 2010 dovranno essere, giocoforza, sistemati.

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