Giornata estenuante quella di ieri per tutti i tifosi del Bologna che hanno vissuto con ansia le ore che hanno portato a disattendere quanto detto dal presidente Guaraldi nel corso della riunione convocata mercoledì: l'ennesima bugia di un uomo che non solo manca dei fondi necessari per gestire una società di calcio, ma soprattutto della credibilità per ricoprire la carica per cui percepisce anche un lauto stipendio.

I fatti - Il Bologna ha pagato gli stipendi dei mesi di febbraio e marzo e l'ha fatto addirittura con un giorno d'anticipo visto che i bonifici sono partiti giovedì. Si tratta di un passo fondamentale dal punto di vista sportivo perchè impedisce la messa in mora della società da parte dei tesserati bloccando di fatto qualsiasi istanza di fallimento che avrebbero potuto presentare nei confronti del club. Inoltre si evita così la penalizzazione di due punti da scontare nel prossimo, per ora teorico campionato di Serie B. Il presidente Guaraldi però non è riuscito a reperire ulteriore liquidità per pagare la rata Irpef nel termine previsto e quindi la squadra verrà certamente penalizzata di un punto nel corso della prossima stagione. Tale irregolarità andrà comunque sanata ma non comporta un immediato rischio di fallimento per la società.

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Il futuro - Il Bologna cercherà in ogni modo di reperire i 3 milioni per il pagamento dell'Irpef entro e non oltre l'ultima data utile: il prossimo 16 giugno. Solo in questo modo la Lega sbloccherà il cosiddetto paracadute previsto per le società neoretrocesse nel campionato cadetto. I conti del club però al momento non hanno liquidità e la situazione debitoria resta pesantissima pertanto è stato deciso di convocare per il 4 giugno il CdA anticipando così l'assemblea dei soci prevista per il 12. In tale occasione evidentemente dovranno essere prese decisioni urgenti per la sopravvivenza del club e delineare le linee guida per nuovo denaro nelle casse del Bologna oppure dichiarare fallimento. Successivamente toccherà quindi a Massimo Zanetti decidere se e come riprendere un ruolo importante nel Bologna grazie all'iniezione di nuovi fondi tramite aumento di capitale o sponsorizzazione ed inserendo i suoi uomini di fiducia nelle posizioni strategiche.

Le ipotesi - Ora è evidente che la domanda vera sia: perchè pagare gli stipendi sapendo che non ci sarebbero stati i fondi per saldare anche l'Irpef? Evidentemente si è scelto di impiegare i pochi soldi rimasti in cassa per regolarizzare la posizione almeno dal punto di vista del diritto sportivo impedendo così che i calciatori potessero aprire la strada verso il fallimento. Questa mossa può avere come motivazione la volontà di arrivare al CdA convocato d'urgenza con la società ancora viva per presentare una situazione leggermente meno grave ai soci che si riuniranno. Per avviare un'opera di salvataggio infatti risulterebbe sicuramente più semplice pensare di dover recuperare un punto in classifica piuttosto che affrontare una messa in mora da parte dei tesserati. Se frutto di un piano, la scelta operata ieri dal Bologna potrebbe portare ad un'immissione di denaro nel breve periodo per avviare una nuova gestione del club. Altrimenti è evidente che si andrebbe inevitabilmente verso il baratro del fallimento. Indicative saranno sicuramente le prossime mosse di Filippo Fusco, direttore sportivo designato, che però aveva già ammesso di non aver intenzione di lavorare in un Bologna privo di una possibilità di continuità operativa. Se l'avvocato decidesse di andarsene sarebbe un segnale gravissimo di sbando completo, in caso contrario si potrebbe attendere di conoscere le decisioni del CdA con relativa serenità. C'è poi da considerare la posizione di Massimo Zanetti che potrebbe aver voluto mettere alla prova la buona volontà di Guaraldi prima di decidere per un nuovo ingresso nel club e che in tal caso avrebbe sicuramente ricevuto un segnale poco confortante. L'attuale dirigenza non riesce a far fronte agli impegni inderogabili che farebbero parte della normale gestione di un club: Zanetti ne sia consapevole e decida cosa fare. Senza di lui l'addio al Bologna è praticamente certo.

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