Vi avevamo riportato qualche giorno fa della visita di Joey Saputo nella redazione della Gazzetta dello Sport. Assieme a Fenucci, Saputo è stato accolto dal vice direttore Di Caro e oggi sulla versione cartacea è stata pubblicata una intervista al chairman del Bologna: "Non pensavo di comprare un club italiano - ha ammesso il magnate canadese - se non fossi italo-canadese non l'avrei mai fatto. Ho avuto contatti con il Parma ai tempi della vicenda Parmalat e ci feci un pensierino. Grazie ai rapporti che la nostra academy sviluppò con la Fiorentina conobbi Corvino. Il Bologna si è presentato come una opportunità da cogliere al volo, è arrivata da sola grazie ad Andrew Nestor, un amico comune mio e di Tacopina". Le trattative sono iniziate ad agosto, prima Saputo era stato chiamato per essere solo un socio di minoranza, poi invece i piani sono cambiati: "Ho conosciuto Tacopina ad agosto e abbiamo sviluppato la trattativa. L'idea era entrare come quota di minoranza ma poi gli eventi mi hanno portato a diventare proprietario. Quando tutto sembrava dovesse saltare, mio padre spinse perché ci provassi con il Palermo. La mia risposta fu: 'Il Palermo puoi prenderlo te, io ero già concentrato sul Bologna'". Con la nuova proprietà anche la compagine dirigenziale è cambiata: "Sì, di ottima fattura. Fenucci l'ho trovato qui, Corvino l'ho portato io. Insieme hanno fatto grandi cose a Lecce, avevamo bisogno di persone fidate e competenti che potessero gestire il club dato che io e Tacopina saremo molto impegnati in America per i nostri affari". Nelle ultime ore ha destato scalpore il passaggio di Giovinco a Toronto, rivale dei Montreal Impact: "Auguro il meglio a Giovinco, giocherà per una nostra rivale in Mls. Noi a Bologna puntiamo sulle persone e su una strategia diversa. Cerchiamo quei giocatori che hanno buone ragioni, non solo economiche. Un po' come ho fatto con Di Vaio". Un commento su quello che può essere il modello Bologna: "Il primo obiettivo è la A, poi dovremo consolidarci per diventare forti. In questo la questione stadio è decisiva, ci serve un impianto moderno che possa sviluppare nuove economie e cambiare l'atmosfera tra i tifosi". Non poteva mancare, per concludere, un accenno al socio e presidente Joe Tacopina e al caldo ambiente rossoblù testimoniato dalla splendida manifestazione di sabato: "Joe con la sua energia ha portato entusiasmo. ha fatto un grandissimo lavoro in città ma adesso è il momento di rallentare e non sovraesporci troppo. La prima fase è stata completata ma la più difficile viene ora. Per quanto riguarda i tifosi posso dire di essermi emozionato sabato a Casteldebole. Questo porta ad aumentare le mie responsabilità verso questa piazza, non voglio essere l'eroe e poi finire a zero. Dovremo agire con cautela e non creare aspettative fuori controllo. Vogliamo un Bologna forte ma ci vorrà del tempo, verranno momenti difficili in cui prendere decisioni impopolari. L'importante è essere sempre trasparenti con i nostri tifosi".
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