Pare ormai certo che l'attacco del Bologna subirà uno stravolgimento notevole. Acquafresca è in uscita da quando è stato riscattato, Bianchi non ha convinto e Gimenez è ad un passo dal Nacional. Gli uomini mercato stanno lavorando in uscita, come preventivato. Se per Bianchi siamo sulla buona strada per lo scambio con il Chievo per avere in cambio Paloschi, per Acquafresca invece bisognerà attendere di trovare una squadra con la quale trovare un accordo: difficile una cessione cash, probabile uno scambio. Con Emeghara? Se n'è parlato in ottica di un doppio rilancio dei due, ma di qui a chiudere manca parecchia strada.
I confermati sono quindi Moscardelli e Cristaldo, un gol a testa finora. Poco ma nel complesso delle poche reti segnate dai centravanti rossoblù, i due 'promossi' hanno siglato i 2/3 del bottino del reparto offensivo (1/3 è firmato Bianchi) e sono gli uomini che al di la delle polveri bagnate, hanno dato maggiori garanzie a Pioli in termini di sacrificio e di gioco di squadra. Soprattutto dall'argentino, il mister ha tratto la più parte delle indicazioni positive per costruirci attorno l'attacco del Bologna che verrà. Qualora, come pare, arrivasse Paloschi il Churry potrà tornare a fare la seconda punta, ruolo a lui congeniale e che ha più volte ripetuto di interpretare al meglio, com'è stato in Ucraina. Da una coppia del genere, dove Paloschi sarebbe la punta più 'statica', Pioli potrebbe ottenere maggiore vitalità da quello che si evince dal tipo di caratteristiche proprie del ragazzo bresciano, che non disdegna affatto di svariare sul fronte offensivo.
Ma i gol? Non possiamo certo affermare che andato via Bianchi, arrivi un bomber di razza. Paloschi infatti, nonostante si decanti il fatto che veda la porta alla 'Inzaghi maniera', negli ultimi 3 anni al Chievo ha segnato solo 15 reti in 67 partite. Vero è che è stato frenato da infortuni più o meno gravi in momenti diversi, ma rimane il fatto che il Bologna si andrà ad affidare ad un giocatore che, sulla carta, non si è ancora affermato e che non sposta gli equilibri. L'unico anno in cui Paloschi è andato in doppia cifra è il 2008/09 in B, a Parma: 12 gol in 39 partite. Chi ha dei dubbi sulla bontà dell'affare è giustificato.
Morale: cosa può dare in più rispetto a Bianchi questo giovane virgulto classe '90? Più dinamismo nei movimenti e più freschezza per via delle 7 primavere in meno. Il tutto potenzialmente, perché quel che conta sarà poi il suo apporto reale, se verrà. Di certo, per quello che riguarda il gol, di cui il Bologna ha bisogno come non mai, non si può purtroppo fare affidamento sulla carriera del ragazzo. La scelta rimane quindi discutibile, per quanto Paloschi possa piacere o meno come atteggiamento in campo, fame e grinta, tutte caratteristiche proprie del giocatore che Ancelotti definì un 'predestinato' all'esordio con gol in A. D'altro canto, se come pare il ragazzo è entusiasta di giocarsi le sue carte a Bologna, Pioli potrà disporre di un giocatore che ha grande voglia d'imporsi e di fare gol, magari rispolverando quei paragoni che spesso e volentieri lo esaltavano come il 'nuovo Inzaghi'.
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