Il Bologna ha problemi peggiori rispetto a quello di costruire la squadra per l’anno prossimo, sembra paradossale ma è così. Mentre Zanetti e collaboratori lavorano sui conti per capire come e se intervenire per salvare il futuro del club, ragioniamo su quella che è la squadra al momento, dai possibili 11 titolari, i relativi rincalzi, per finire con i giocatori sotto contratto ma in partenza.
UNDICI TITOLARI - Proviamo ad immaginare chi, ad oggi, giocherebbe nel Bologna 2014/15 stilando una formazione sulla base di un 3-5-2 dati gli uomini a disposizione: Stojanovic - Radakovic, Ferrari, Cherubin - Crespo, Pulzetti, Djokovic, Casarini, Morleo - Acquafresca, Paponi. Naturalmente si tratta di una formazione su quello che c’è adesso (poco) e che non è proponibile per un campionato di B. Ma entriamo nel dettaglio. Detto che Stojanovic pare sarà il titolare designato per difendere i pali, in difesa ci sono 3 giocatori come Cherubin e i rientranti dai prestiti Ferrari e Radakovic. Giovani interessanti questi, il primo aveva mostrato buone movenze in ritiro e con la Primavera, il secondo è una scoperta di Bagni che finora ha avuto poco spazio anche in prestito a Novara. Inoltre c’è anche Maini, per il quale però vale lo stesso discorso appena fatto. Se togliamo Cherubin, lusso in cadetteria, non possiamo pensare che la difesa ruoti sui solo due ragazzi di cui sopra, per cui serviranno almeno due innesti d’esperienza e adatti alla categoria, che garantiscano stabilità e solidità al reparto. A centrocampo si potrebbe essere quasi completi, considerando la conferma di Crespo e Morleo (con il rientrante Abero a fargli da riserva) in mezzo ai quali potrebbe agire il trio Pulzetti-Djokovic-Casarini. Una mediana di tutto rispetto se consideriamo i rispettivi, ottimi campionati disputati dai due italiani quest’anno e quello in Romania col Cluj, del croato in comproprietà col Cesena. Inoltre rientra Riverola da Maiorca. Attenzione però, il ragazzo va verificato, perché a differenza dei colleghi di rientro, la sua parentesi in B spagnola è stata tutt’altro che positiva. Fra panchina e tribuna, il campo l’ha visto solo 15 volte e spesso per spezzoni di gioco. Infine chiudiamo con l’attacco. Il tasto è dolente, perché i nomi disponibili al momento sono tre: Acquafresca, Paponi e Rodriguez. Il primo è un peso per le casse del Bologna in B, viene da un anno disastroso ma è un giocatore che può rilanciarsi se messo nelle giuste condizioni. Ma quale sarà il suo futuro? Resterà con un ingaggio ridotto o verrà venduto? (ma a chi? e come?). Un bel rebus, che anche la società stessa deve chiarire coi suoi uomini per capire se punterà o no su di lui. Il secondo, Paponi, che ha estimatori in B, può essere un buon rincalzo ma decisamente non uno su cui puntare per la risalita: Paponi non ha il gol addosso, ma è un gregario e può essere funzionale nel campionato cadetto. Infine, il giovane uruguaiano Rodriguez, può essere un’altra buona alternativa. Ma con le alternative non si vince. Il ragazzo può ritagliarsi certamente il suo spazio, ma non è quel tipo di attaccante su cui fondare l’attacco.
SERVE GENTE DA ‘B’ - In B ci vogliono poche storie, tanta cattiveria agonistica e voglia di lottare. Chi ci ha giocato lo sa e quindi è pronto o, se non altro, sa a cosa va incontro. Allora vien da sé che accanto a Cherubin, che la B la conosce, ci vogliano elementi in grado di aiutarlo e di formare un reparto granitico. Così come di fianco ad Acquafresca (se sarà lui l’attaccante principale) ci vorrà, almeno, un giocatore che conosca la B, che abbia fame di gol e che possa compensare il gioco del piemontese.
IL LIMBO - Ci sono alcuni giocatori sotto contratto, che possono o devono essere in uscita, come Garics e Pazienza. Perché questa doppia possibilità? Possono, perché sono giocatori che cercheranno di rivendersi in Serie A dal momento che la loro lunga militanza e l’esperienza maturata potrebbe permettere loro di trovare un ingaggio nel massimo campionato. Devono, perché il Bologna si presume farà in modo di disfarsi dei loro ricchi contratti, oltreché ovviamente a seguito della poco proficua annata disputata. L’impressione è che si cercherà una soluzione che accontenti le parti, ovvero, i ragazzi ancora in A ed il Bologna a risparmiare qualcosa. Nel limbo ci sono anche altri due giocatori. Friberg è un giocatore volenteroso e generoso, cha ha fatto fatica a gestire la A ma che è sotto contratto. Come si fa a vendere un giocatore che non ha dimostrato nulla? Se rimarrà, dimostrerà di poter stare almeno in B? E ancora, Yaisien. Il talentino scuola PSG, a Trapani, ha giocato pochi minuti e quindi non si può giudicare il suo prestito: bisognerà scoprire se il ragazzo è adatto o no al campionato cadetto.
LE USCITE INEVITABILI - In tutto questo mare di ipotesi, le uniche certezze sembrano essere i giocatori in uscita: Sorensen, che la Juve userà come pedina di scambio, Krhin, anche lui giocatore che l’Inter girerà altrove, Ibson, Kone e Lazaros, che in B non rimarranno di certo e infine Bianchi, che ha estimatori all’estero ma su cui potrebbe puntare anche qualche squadra di A di medio o bassa classifica.
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