Ieri pomeriggio Bologna-Genoa avrebbe dovuto segnare l'addio di Stefano Pioli alla squadra guidata nelle ultime stagioni e al pubblico felsineo. Quella Curva che legittimamente avrebbe potuto contestare il misero bottino di punti in classifica e l'ancor più insoddisfacente spettacolo offerto in quattro mesi di campionato ha però deciso di imporre la propria voce con straordinaria compattezza. La prima avvisaglia si era avuta nel pomeriggio di sabato con un eloquente "Pioli uno di noi" esposto davanti alla sede del ritiro rossoblù, ma gli striscioni esposti durante la gara con le scritte "Se Pioli se ne va niente alibi per squadra e società" e "Mister noi non ti esoneriamo" hanno davvero trasmesso a tutta Italia un messaggio inequivocabile. Non bastano le suggestioni di un ritorno di un idolo come Roberto Baggio o le speranze dettate dal reintegro dell'esperto Salvatore Bagni per incrinare la fiducia della maggior parte dei tifosi rossoblù nei confronti di Stefano Pioli. La stagione è difficile ed i risultati scadenti, ma il pubblico non accetta che sia il tecnico a pagare il prezzo di una gestione scellerata delle risorse economiche e di un parco giocatori che ad ogni sessione di mercato viene impoverito tecnicamente e aumentato numericamente. Guaraldi ed i suoi soci, il direttore generale Zanzi ed anche parte dei media locali sono i colpevoli più gravi individuati dalla Curva Bulgarelli delle difficoltà attuali del Bologna, ma a sorpresa il gradimento per il mister ha superato anche quello per gli stessi giocatori, per cui sono scaduti gli alibi per prestazioni scialbe come quella di Firenze che vanno ben oltre gli errori tattici commessi dal loro allenatore. Spinto dalla presa di posizione del pubblico ed incoraggiato dalla vittoria, lo stesso presidente Guaraldi ha alla fine confermato pubblicamente Pioli che in conferenza stampa ha preso una posizione piuttosto netta dettando di fatto l'agenda per la sua permanenza in rossoblù: ora che i tifosi hanno fatto addirittura più del proprio dovere, tocca agli altri fare lo stesso. Il tecnico ha chiesto una conferma convinta e convincente da parte della sua società (che troppo spesso parla con voci diverse) ma anche invocato l'aiuto dell'amico e del ritrovato collega Salvatore Bagni per lavorare sul mercato entrante. In squadra ci sono giocatori che sono scontenti e questo pregiudica evidentemente anche le prestazioni del gruppo pertanto la prima missione per gennaio è potare questi rami grazie alle conoscenze di un consulente di mercato che nella sua precedente esperienza bolognese ha già dimostrato non solo di saper trovare calciatori interessanti ma anche di saper piazzare bene quelli in rosa. Vendere non sarà facile, ma se c'è un uomo che può riuscirci quello è sicuramente Bagni e da lui dovrà ripartire anche un progetto che porti a Bologna giocatori dall'elevato rapporto qualità-prezzo in grado di rendere meno faticosa la sopravvivenza economica di un club che sembra non trovare mai serenità. Senza dimenticare che la sua carismatica presenza quotidiana a Casteldebole sarà sicuramente utile a tenere sotto controllo eventuali tensioni e a migliorare i rapporti tra le varie anime rossoblù. Nel giorno che doveva segnare una fine abbiamo pertanto assistito ad un nuovo inizio e fino a quando non ci saranno fuori dall'uscio i magnati invocati dal presidente Guaraldi, il nuovo asse pubblico-Pioli-Bagni potrebbe essere sufficiente per guardare al futuro.
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