Prosegue la serie di ferro del Bologna, che dopo la sconfitta contro la Juventus domani scenderà in campo al Franchi per affrontare la Fiorentina quinta in classifica. Una partita forse ancora più difficile della precedente, contro una squadra che probabilmente gioca il miglior calcio della Serie A, ma Stefano Pioli ovviamente non si scoraggia: “Mandela ha detto che dopo aver superato una collina molto alta si è sempre trovato a dover affrontare altre colline: tutte le partite sono possibili, domani non partiamo battuti”. Il mister è sempre molto rassicurante nei suoi interventi, ma la classifica purtroppo parla chiaro: il Bologna è penultimo, e da qui a Natale il rischio che la posizione non migliori è forte: “Sono fiducioso ma non soddisfatto – precisa Pioli – i problemi esistono e la classifica lo testimonia. La mia fiducia nei confronti della squadra, però, è supportata dai numeri: nelle prime otto gare abbiamo raccolto troppo poco, ma nelle ultime sette la media punti è di 1.2 a partita, che se tenuta per il resto della stagione ci garantirebbe la salvezza”. Per affrontare la squadra di Montella si tornerà alla difesa a quattro, che a inizio campionato ha dato ben poche soddisfazioni. Una motivazione per questa scelta, però, l’allenatore del Bologna ce l’ha: “È la seconda volta che affrontiamo una squadra che gioca con tre uomini davanti, ma contro il Parma avevamo a disposizione Sorensen che ha le caratteristiche giuste per scivolare e coprire l’esterno offensivo: Antonsson – spiega – avrebbe più difficoltà. Il concetto è avere superiorità dietro per costruire anche una superiorità in fase offensiva”. Tuttavia è probabile che la chiave domani sarà come il Bologna affronterà il formidabile centrocampo avversario, composto da pregevoli trattatori del pallone abili anche in fase di pressing: “I numeri dicono che il Bologna recupera tanti palloni ma spesso li perde subito, e domani la fase di recupero palla e di successiva gestione sarà importantissima, perché loro sono molto bravi a pressare soprattutto quando l’altra squadra prova a ripartire”. Frequentemente sulla linea di metà campo si vede Alessandro Diamanti, una scelta del capitano che criticano in molti: “Ma Alino ha sempre giocato così – ribatte Pioli – è un giocatore a tutto campo che non occupa una posizione prestabilita, anche per non dare punti di riferimento agli avversari. Io lo sto motivando per fargli toccare più palloni possibili nella metà campo offensiva, ma spesso gli spazi non ci sono ed è costretto ad abbassarsi. Anche perché se non viene cercato con continuità tende a spegnersi”.

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Con questa classifica deficitaria è normale che un allenatore venga messo in discussione, e di voci ne sono girate parecchie in questi giorni. Pioli, tuttavia, sembra calmo pure in questo senso: “Ho imparato a essere concentrato sulle situazioni che posso controllare. Il presidente ha detto che ho già risollevato la squadra da situazioni difficili, e io sono determinato a rendere positiva anche questa stagione. In più – afferma – mi sento sostenuto sia all’interno, da società e giocatori, sia all’esterno: non tanti colleghi possono vantare una situazione simile”. Non è stanco di allenare il Bologna, quindi: “Assolutamente no. Sono contento di allenare qua, la scelta che ho fatto la ritengo ancora la migliore”. E la via per salvare la stagione qual è? “La via è questa, cioè massima concentrazione e massima attenzione per mettere in campo la migliore prestazione possibile. Abbiamo i valori per poter tornare a vincere”.

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