di Manuel Minguzzi

E' arrivato ieri il deferimento per il mancato pagamento dell'Irpef relativa agli stipendi di gennaio, febbraio e marzo. Nulla di nuovo, quei 2.8 milioni a fine maggio non vennero saldati (non si riuscì a sbloccare il paracadute) e noi tutti attendevamo i provvedimenti federali. Il Bologna partirà con qualche punto di penalizzazione (forse solo 1) e già questo porrebbe Albano Guaraldi nella condizione di doversi dimettere. Gli avevamo chiesto almeno di garantire l'iscrizione e poi farsi da parte, invece è ancora saldamente in sella e nega qualsiasi contatto a chi il Bfc vorrebbe prenderlo. La sensazione è che questo aspetto sia indipendente dal grado di attendibilità dei possibili compratori. Il presidente pretende di cedere a gente seria e con le spalle larghe dal punto di vista economico-finanziario (requisiti giustissimi) senza però rendersi conto che è lui stesso a trascinare il Bfc nel baratro continuando a non sottoscrivere quell'aumento di capitale basilare per portare a termine la stagione dal punto di vista dei costi. Stiamo malinconicamente iniziando a intraprendere la strada del Siena, per ora a piccoli passi, ma se la società non troverà le risorse per saldare gli stipendi e le tasse della prossima stagione, i punti di penalizzazione inizieranno a fioccare fino a che (forse tra un annetto, se non prima) non si riuscirà più a proseguire sparendo dal calcio che conta. Servono denari subito, o al massimo tra qualche settimana, perché quell'aumento di capitale in scadenza a metà ottobre coinciderà con i pagamenti degli stipendi di luglio e agosto e saranno il primo banco di prova per la società, sperando che ce ne sia una nuova. Dopo anni di bugie e cessioni per tappare buchi di bilancio, il centro tecnico, il monte ingaggi spaventoso e una retrocessione ignominiosa, arriveranno anche i punti di penalizzazione (lo sapevamo, ma fa sempre effetto), l'ennesima macchia di una gestione che ci si augura possa finire al più presto e nella maniera più indolore possibile; nonostante qualche bella scorticatura sia già presente sul corpo del Bfc e sul nostro. Abbiamo chiesto le dimissioni subito dopo la discesa in B, ci è stato detto che per iscrivere la squadra era necessaria la presenza di Albano Guaraldi, si è atteso dunque un atto basilare per un presidente di calcio come l'iscrizione a un campionato professionistico e poi le abbiamo chieste di nuovo. La risposta è stata un "non c'è nessuno pronto a subentrare". Ora ci sarebbe ma siccome non ci si fida è meglio andare avanti con il nostro azionista di maggioranza e sperare nell'avvento di un buon samaritano. Certo, non ci si può fidare di tutti a occhi chiusi ma continuiamo a chiederci cosa debba succedere affinché Albano Guaraldi non sia più presidente del Bologna, ci venga almeno spiegato perché non è possibile avere un traghettatore in questa fase delicata, giusto per mandare un segnale ad una piazza che è stremata dalle azioni di questo personaggio. Vorremmo poi ci venisse illustrato perché non sono possibili le dimissioni di un azionista di maggioranza che ha già ampiamente mostrato di non avere le risorse per governare una società professionistica di calcio. E' davvero fuori dal mondo nominare una figura che gestisca questi delicati momenti e che possa sostituire il padrone della baracca? Poniamo la questione senza alcun tipo di ironia o scherno, ma semplicemente perché desiderosi di avere una risposta razionale a tutto ciò, soprattutto perché tanti tifosi (immaginiamo) si staranno facendo la stessa identica domanda.

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