Quello che si è presentato oggi pomeriggio nella saletta stampa di Andalo è un Michele Pazienza che mostra di avere pochissima voglia di parlare con i giornalisti, e altrettanta poca voglia di sviscerare ed esternare i motivi dello scarso rendimento della scorsa stagione: "Le analisi che ho fatto e che sto facendo sulle motivazione del mio scarso rendimento nella passata stagione le voglio tenere per me. Dovranno essere utili a me per cercare di fare meglio in futuro. Gli altri penso che non si debbano preoccupare tanto di questo, quanto del fatto che io torni quello che la Società ha comprato. Di sicuro posso escludere che io mi sia sentito sminuito per essere passato dalla Juventus al Napoli al Bologna". Egli allo stesso tempo non ha paura di prendersi le sue responsabilità: "La scorsa stagione è stata negativa, ma per rispetto a Società e tifosi penso non sia giusto dire che sono arrivato quest'anno". Inversamente proporzionale alla voglia di dialogo è la voglia di dimostrare in campo il suo vero valore: "Non voglio lanciare nessun messaggio particolare a Bologna. Voglio invece che la gente giudichi quello che darò in campo, meglio i fatti delle parole. Una stagione negativa può capitare a tutti. A me ad esempio è gia successa al primo anno a Napoli. Dopo però ho saputo riprendermi. L'importante è credere sempre nel proprio lavoro. Dal periodo di Napoli poi sono maturato molto e poi potrò utilizzare l'esperienza accumulata per riprendermi. Andare via da Bologna, come ho detto a chi mi è stato sempre vicino, per me sarebbe stata una grossissima sconfitta". Tra le persone che sicuramente gli hanno dato una mano e che gli sono stati vicini si può annoverare il mister Stefano Pioli: "Pioli nei primi giorni di ritiro mi ha detto che era contento del fatto che io fossi rimasto e questo per me è stato importante per avere da subito un buon approccio alla nuova stagione. La passione per il mio lavoro ha fatto il resto". Sono infatti tanti quelli che dicono di vedere un nuovo Pazienza: "Se le persone mi riconoscono uno spirito nuovo vuol dire che sto facendo i passi nella giusta direzione". Per quanto riguarda il futuro invece Pazienza così come tutti i compagni che hanno parlato alla stampa, ha tantissima fiducia nella squadra: "Il Bologna il prossimo anno potrà avere un ruolo importante in campionato se sapremo fare tutti gli step necessari alla crescita. I ragazzi sono tutti molto disponibili e hanno molta voglia di lavorare. Se sapremo abbinare a questo cattiveria agonistica ed ambizione potremo fare bene.". Con la convinzione di non perdere un tassello fondamentale come Diamanti: "Puntiamo molto sul fatto di ritrovarlo già da Sestola". Anche il non aver rivoluzionato troppo la squadra è stata una cosa positiva: "Il gruppo è rimasto lo stesso della scorsa stagione ad eccezione di pochi nuovi innesti che però si sono inseriti subito benissimo come ad esempio ha fatto Rolando Bianchi". Anche il centrocampo che per molti è la zona del campo più debole non deve destare preoccupazioni: "Io penso che il reparto sia un mix di giovani e meno giovani che possono mettere in campo sia qualità che quantità. Krhin e Taider sono maturati molto rispetto all'anno scorso e potranno dare molto alla nostra causa, anche lo stesso Della Rocca che conoscete già bene". Anche per quanto riguarda il suo ruolo in campo non si fa troppe preoccupazioni: "Per me che sono un mediano incontrista giocare nel centrocampo a 2 o a 3 cambia poco perché il mio compito nelle due fasi è pressoché lo stesso. Il modulo può fare la differenza più per gli esterni che per me". Speriamo dunque che i fatti diano ragione al mediano rossoblu.
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