Il duro “J’accuse” lanciato alla stampa da Michele Pazienza durante la conferenza di martedì pomeriggio, ha stupito tutti gli addetti ai lavori. La stampa locale, in particolar modo una testata giornalistica, ha preso proverbialmente il suo avere dal giocatore, sulla base di alcune critiche troppo aspre ricevute da Curci nel post Atalanta. Al di la delle rispettive ragioni, emerge una cosa da questa presa di posizione di Pazienza, vale a dire la volontà di mettersi a difesa del compagno e del gruppo in un momento delicato, dove tutti sono in discussione. Il fatto, ha avuto una cassa di risonanza particolare per il fatto che non è stato uno dei leader riconosciuti del Bologna a mettersi in prima linea, bensì uno dei tanti della rosa. Cosa significa? Evidentemente il fatto che questa squadra abbia più di un leader che, più o meno ad alta voce, stiano emergendo per tutelare il lavoro del collettivo. Nessuno si sarebbe mai aspettato che Pazienza parlasse così apertamente, visto che la sua ultima apparizione in sala stampa non fu certo loquace: il centrocampista spesso e volentieri chiamato in causa dalla stampa per le sue prestazioni negative o incolori, quest’estate ad Andalo si era detto pronto a riscattare l’annata storta e mostrare a tutti il proprio valore, avvalendosi altresì della fiducia del mister che si era detto soddisfatto della sua permanenza in rossoblù. Ebbene quel Pazienza che ha complessivamente giocato poco, ma che ultimamente Pioli ha impiegato più spesso, non sta solo facendo (intrav)vedere buone cose sul campo, ma ha anche alzato la voce e detto la sua mettendo la faccia mostrando dedizione alla causa. Ribadendo che il segnale mandato dal ragazzo è di un gruppo che non pare sfilacciato, ma al contrario coeso e pronto a far fronte comune davanti alle avversità e alle stilettate della stampa, fa piacere che i giocatori dicano la loro, da più parti dello spogliatoio.
Uscendo dal contesto critico di martedì, va però spezzata una lancia in favore della stampa, quando il giocatore afferma che quest’ultima “non da una mano alla squadra”. Se l'informazione critica la squadra un motivo c’è: qualcuno lo fa in maniera più dura, qualcuno in maniera più sottile e sarcastica, ma sta di fatto che se il Bologna viene criticato non è tanto per parlare. A maggior ragione dopo Bergamo, stando in tema Curci, non si poteva ridurre la prestazione del portiere ad una semplice giornata storta, date le responsabilità del numero uno sui gol subiti: vien da sé che la stampa sia severa. E' comunque comprensibile difendere i compagni e discutere sulle modalità di critica, ma bisogna prendere atto della realtà dei fatti soprattutto se gli errori della squadra o dei singoli sono macroscopici come contro l'Atalanta.
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