Si sta lentamente imbiancando sotto la prima neve dell’anno il centro tecnico di Casteldebole quando Michele Pazienza fa la sua comparsa in sala stampa. Sembra più rilassato delle altre volte, anche se poi forse non ci vuole molto: l’ultima sua apparizione risale infatti a novembre, e in quel caso lanciò un duro attacco contro la stampa per il modo in cui era stato trattato Curci dopo l’errore contro l’Atalanta. Oggi no, perché oggi il Bologna sta provando a risalire dal baratro e quello di Genova è stato un passaggio positivo: “Domenica abbiamo guadagnato un buon punto, ma adesso guardiamo già a sabato. Conosco l’Udinese (ci ha giocato due stagioni e mezzo ndr) e sono pieni di risorse. Danilo ha detto che per loro sarà una finale, quindi per noi diventa la partita della vita”. Contro la Sampdoria il Bologna non ha mostrato le stesse velleità offensive mostrate in casa con il Napoli, mentre la solidità difensiva è apparsa la medesima: “Ogni partita è diversa dalle altre, e domenica abbiamo affrontato una squadra in ottima forma. Abbiamo retto nel loro momento migliore – ricorda – poi siamo stati bravi e fortunati a pareggiare. Forse avremmo potuto osare di più, ma è andata così”.

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Con Ballardini è partito titolare in tre gare su tre, la prima contro la Lazio addirittura in posizione di playmaker. Una scelta forse azzardata, in quel caso, che ha sollevato i malumori dei tifosi: “L’allenatore mi chiede sempre di sfruttare le mie caratteristiche, che sono quelle di interditore, ed è normale che più uno giochi più acquisti ritmo. I mugugni sugli spalti – afferma – fanno parte del mio lavoro, la simpatia va conquistata sudando la maglia”. Con il cambio del mister è indubbiamente cambiato qualcosa, la squadra mette in campo qualcosa di più rispetto a prima, ma questo è un argomento che Pazienza preferisce non affrontare: “Potrebbe essere, però non ha senso sprecare le nostre energie cercando le differenze tra un allenatore e l’altro. L’atteggiamento nostro è quello giusto – sottolinea – ma non so se sia cambiato”. Sul mantra della compattezza, però, si lavora parecchio in settimana: “È un’idea su cui ci applichiamo tanto, il mister ce lo impone: anziché baricentro alzato e pressing più alto, si lavora a ridosso del centrocampo”.

Ultimi giorni di mercato, un periodo in cui potrebbe risultare facile farsi coinvolgere dalle voci che circolano. L’antidoto, per Pazienza, è uno solo: “Guardo la classifica e guardo gli avversari: sabato sarà una partita troppo importante per lasciarsi distrarre”. Anche se le voci su di lui, in realtà, si sono spente, come conferma lo stesso giocatore: “All'inizio del mese ero sul mercato per volere di Pioli, e sono felice di esserne stato tolto”. Un’iniezione di fiducia che potrebbe portare a prestazioni migliori in campo: “Certo, mi sento di dare di più. Ma per il fatto che io non abbia reso come volessi non do la colpa a nessuno”.

Negli ultimi giorni si è parlato molto di esultanze, ad esempio quella di Diamanti (“Gliel’ho chiesto anche io, è un gesto legato a sua moglie”) e quella di Sardo, che dopo aver dichiarato che in caso di gol non avrebbe esultato, si è smentito clamorosamente. Se sabato segnasse il gol dell’ex, Pazienza cosa farebbe? “Lo state chiedendo alla persona sbagliata, perché io di gol ne ho fatti pochi. Però penso che esulterei”. Il più classico dei 'non succede, ma se succede...'.

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