Di mesi ne sono passati cinque, eppure quel Bologna-Virtus Entella sembra appartenere a una vita fa. Di cose sotto le Due Torri ne sono cambiate tante, in primis chi si trova in cima all’organigramma. Anche sul campo, però, il Bologna ha una faccia diversa. O meglio, la faccia è grossomodo la stessa: è l’espressione, lo sguardo, a essere totalmente differente. Lo sappiamo noi, lo sa a maggior ragione Diego Lopez: “Sì, rispetto all’andata è cambiato molto. In quella partita siamo andati in svantaggio e si vedeva che avevamo voglia di recuperare – racconta il tecnico – ma non avevamo idee. Oggi siamo consapevoli di quello che possiamo fare, per cui mi aspetto una grande prestazione”. Nella gara di domani tornerà alla ribalta quel concetto sul quale Lopez aveva tanto battuto all’inizio, ovvero il ‘non si vince solo con la maglia’: “Le qualità vengono fuori quando corri alla pari con gli altri, non ce lo dobbiamo dimenticare mai. Dovremo pareggiare gli avversari sia per concentrazione sia per intensità”. Una sfida che nasconde tante insidie, a livello tattico oltre che psicologico: “Il campo è piccolo e bisognerà sapere cosa fare ancora prima che arrivi il pallone. In più l’Entella è una squadra che gioca bene a calcio, e che in casa ha raccolto tanti punti”. Dubbi sulla formazione non ne ha, è infatti ancora presto per vedere da subito Sansone e Buchel, così come non ha timore che i nuovi arrivati (sinora tre, se ne prospettano almeno altri due) possano incagliare un gruppo che gira a meraviglia: “Non ho nessuna paura: i nuovi ragazzi sembra che siano qui da tanto tempo, questo è un bel gruppo anche perché sa dare spazio a chi entra. L’obiettivo, infatti, è uno solo: dare il massimo per questa maglia”. L’ultimo arrivato, allenatosi già stamattina, è Mbaye, jolly di fascia: “C’ho giocato contro l’anno scorso. Può giocare sia a destra sia a sinistra, è potente, veloce e ha una grande corsa. È anche giovane, ha tanto da imparare”. Prima di lui, partito Stojanovic il Bologna ha rafforzato il pacchetto portieri con Angelo Da Costa: “È arrivato un ragazzo eccezionale, un professionista che arriva e si allena. Il dualismo con Coppola? Io guardo gli allenamenti e poi si vedrà”. Questi acquisti servono a rinforzare un Bologna che migliora di partita in partita, ma che non è ancora al suo massimo: “Uno vorrebbe sempre la perfezione, è difficile ma ci si può lavorare su. Possiamo fare meglio nella gestione della partita e sottoporta: non puoi creare dieci palle da gol e segnarne solo uno”. La strada da fare, insomma, è ancora lunga: “Siamo a metà. I ragazzi sono stati bravi a rimanere concentrati sul campo nonostante le difficoltà che c’erano attorno. Adesso – conclude – abbiamo anche una società forte, che è fondamentale: mi sento molto fortunato ad allenare questo Bologna”.

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