Finalmente ci siamo, oggi è il giorno dell’esordio in Coppa Italia: la prima partita che conta davvero, a un mese esatto dall’inizio della preparazione. E la prima domanda per mister Diego Lopez, ieri in conferenza stampa, è a che punto sia il Bologna adesso: “I ragazzi hanno lavorato molto, adesso abbiamo tolto il doppio allenamento e si vede maggiore brillantezza”. Sperando che abbia una ripercussione positiva sui secondi tempi, sin qui uno degli elementi negativi della stagione: “Sì è quello che mi aspetto domani, bisogna migliorare la prestazione nella ripresa. La partita dura novanta minuti, non sessanta: al Neri nel secondo tempo abbiamo rischiato molto, tenendo anche troppo la palla”. Questo dal punto di vista fisico, mentre sul piano tecnico si è cominciato a vedere qualcosa a Rimini: “L’idea di gioco c’è, io l’ho data, poi in campo vanno i giocatori con le loro qualità: io non vengo a insegnare a giocare a calcio”. Il rischio di domani è di sottovalutare l’impegno: “Io l’ho già detto alla presentazione: le partite non si vincono solo perché indossi la maglia del Bologna. Serve aggressività, sempre, in fase di possesso e non possesso. Bisogna correre più degli altri – prosegue – e in settimana si lavora ad alta intensità per giocare ad alta intensità”. Per lui domani sarà l’esordio al Dall’Ara da allenatore del Bologna (anche se l’allenamento di venerdì, soprattutto per i giocatori nuovi, si è svolto proprio allo stadio), ma da buon pragmatico non ci dà molto peso: “Non ho pensato al mio aspetto personale. È la prima partita vera, che ci darà la realtà del lavoro svolto. Se dovesse andare bene comunque non vuol dire che siamo già arrivati, così come se dovesse andare male non vuol dire che è tutto da rifare”.
Passando all’analisi dettagliata della squadra, la difesa stasera sarà sicuramente sotto la lente d’ingrandimento: “Ma l’errore di Rimini non nasce da deconcentrazione, nasce dalla volontà di giocare la palla: se non la si può giocare, però, non la si deve giocare. Ci abbiamo lavorato in questi giorni, si può migliorare”. Anche se, è un dato di fatto, senza Maietta Lopez si ritrova a disposizione dei difensori centrali molto giovani: “Per me non è un problema giocare con ragazzi di vent’anni, l’esperienza serve ma gli errori li commettono anche i trentenni”. Il centrocampo sembra il reparto meglio fornito, in attesa di avere Matuzalem al cento percento: “Non ha mai saltato un allenamento e sta crescendo fisicamente. Il vero Matuzalam ancora non si è visto, ma sono contento perché ogni volta va meglio della precedente”. Per quanto riguarda l’attacco, due posti su tre sembrano già assegnati: “I giocatori li ho girati molto, ho diverse soluzioni con caratteristiche peculiari in base al momento. Ma la formazione per domani ancora non la so”. Certo il Pasi visto a Rimini è un bel giocatore: “Ha fatto benino, però deve continuare così: la sua partita è stata bella ma non può fermarsi lì, si deve sempre ambire”. Ah, e in porta? “Non ho ancora scelto il titolare, ma una volta scelto battezzo lui: il portiere è un ruolo particolare e serve sapere chi è titolare”.
Capitolo mercato. La rosa del Bologna comprende attualmente trentadue giocatori, troppi: “Il numero migliore è venticinque, ventisei elementi, ma la situazione si risolverà anche per il bene dei ragazzi”. Questo in uscita, mentre in entrata servirebbe qualche ritocco: “Io sto lavorando con questi ragazzi che per me sono il massimo. Per il mercato ho parlato con Fusco e questo rimane tra me e lui”. Nico Lopez non sarebbe male… “Uruguaiano, ha buone qualità. Lo conosco ma non ce l’ho”. Pragmatico, come sempre.
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