La giornata di ieri non ha portato alcuna buona novella, come da qualche tempo a questa parte sono abituati ormai tutti. Sia il Bologna FC, sia e la finanziaria controllante Bologna 2010 hanno abbattuto il loro capitale sociale. Il club aveva già preso un provvedimento analogo in ottobre, quando il capitale sociale venne abbattuto di dieci milioni di euro, passando da 18 milioni a soli 8. Con le misure prese ieri, il Bologna ha dimezzato ulteriormente il capitale stesso passando da 8.8 milioni a poco più di 4. La novità è che analoga sorte è toccata anche a Bologna 2010, che è passata drasticamente da 19 milioni a 8. Bisogna ricordare che, all’ordine del giorno c’era anche un aumento di capitale, aperto a tutti, fino a 13 milioni con data di scadenza fissata al 15 ottobre. L'abbattimento del capitale sociale è un chiaro segnale di sofferenza finanziaria e che non lascia buone sensazioni per il futuro, nonostante Guaraldi stia ancora cercando di reperire quella parte di soldi utili a sbloccare il paracadute e ad iscrivere, quantomeno, la società alla prossima serie B. Come ormai tutti sanno (il tifoso del Bologna è ormai un ragioniere dopo tutti i conti che si sorbisce), ci sono delle scadenze da onorare per non rischiare ulteriori penalità, che comprometterebbero la già difficile situazione del club, ma rimane molto complesso capire come potrà mai fare il presidente del Bologna a sistemare tutto quel che deve, non essendoci riuscito finora.

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Volendo essere forzatamente ottimisti e credere nel miracolo, il Bologna non passerebbe comunque una stagione facile, tutt’altro. Poniamo che le scadenze incombenti vengano onorate, bisogna che ai primi di luglio, la Covisoc, organismo federale che controlla i conti delle società e verifica che tutto sia in ordine, deve per l’appunto dare via libera al club sulla regolarità dei conti. Se così non fosse, il Bologna sarebbe in grossi guai perché la deroga concessa, prevede che tutte le pendenze siano saldate, pena provvedimenti salati. Ragion per cui, o il Bologna è lindo o rischia grosso, grossissimo. Ma la situazione del club, si sa, è pericolante e il risolvere i problemi economici vivendo alla giornata, rischia di essere, nella migliore delle ipotesi, la prospettiva più rosea per il Bologna, che sarebbe sempre di rincorsa e creditore verso qualcuno, in primis dovendo onorare il monte ingaggi e le relative tasse connesse. Ma il presente è molto nebuloso e, nonostante le speranze e i presunti miracoli, l’impressione è che il fallimento sia ben più che una possibilità.

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