È arrivato in casa rossoblù la settimana scorsa Diego Laxalt, coinvolto nell’affare che ha portato Saphir Taider all’Inter: era praticamente appena atterrato a Milano quando è stato dirottato qui a Bologna, in prestito con diritto di riscatto sulla metà già fissato a un milione e mezzo di euro. In Uruguay è considerato un giovane molto promettente, infatti è stato titolare inamovibile della rappresentativa Under 20 che ha conquistato il secondo posto ai Mondiali di categoria quaranta giorni fa. Tuttavia, per molti di noi, si tratta di un oggetto misterioso: “Sono un giocatore duttile – si presenta il ragazzo – cerco di fare bene sia in attacco che in difesa. Lavoro per migliorare in tutto”. Mancino puro, è nato come mezzala sinistra ma può comunque interpretare tutti i ruoli del centrocampo, proponendosi anche come esterno offensivo se necessario: “La mia caratteristica principale è la velocità – spiega – e mi piace giocare semplice, così come mi piace difendere”. Sarà per questa sua propensione difensiva che più di un addetto ai lavori l’ha paragonato a un mastino come l’olandese Edgar Davids: “Sono d’accordo, è un giocatore che ho sempre ammirato e spero di ripercorrere la sua stessa carriera”. Ieri era già in panchina contro il Napoli, tuttavia la batosta non l’ha turbato: “Abbiamo giocato contro una grande squadra – puntualizza – e non dobbiamo lasciarci impressionare da una partita sbagliata. Non sono preoccupato”. Per un ragazzo di vent’anni, arrivare in Europa dal Sudamerica non è una transizione facile, e infatti molti di loro si perdono: “Sì l’ambientamento sarà complicato, lo so. Però – osserva Laxalt – qui ci sono altri giocatori uruguayani e per me sarà più facile. Dovrò fare le cose passo dopo passo e pensare solo ad allenarmi. I primi giorni – conclude – comunque sono stati positivi: a Bologna spero di giocare e fare bene”. Gli tornerà sicuramente utile la sua buona comprensione dell’italiano, mentre per il parlato bisognerà studiare. Di italiano intanto ha il passaporto, frutto di un origine marchigiana: Spinetoli in provincia di Ascoli Piceno, per la precisione. Avrà sulle spalle il numero tredici lasciato libero da Pulzetti, e speriamo gli porti più fortuna.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti