Non conquistare punti con la Juventus è un'ipotesi messa in preventivo sin dal giorno della definizione dei calendari e la gara di venerdì scorso, viziata anche da errate decisioni arbitrali, non ha alterato questa certezza. Il vero problema è che ieri sera il Bologna si è addormentato penultimo in classifica a meno due punti dalla salvezza e con il solo derelitto Catania alle spalle. Il sonno non deve essere stato dei più sereni nè per i tifosi, nè per Pioli, nè tantomeno per il presidente Guaraldi che potrebbe entro pochi giorni decidere di operare quella sostituzione della guida tecnica evitata per poco già in un paio di occasioni. Il timore di vedersi aprire sotto i piedi il baratro della retrocessione potrebbe spingere il socio di maggioranza del Bologna e magari anche qualche altro sodale ad uno sforzo economico per provare a raddrizzare una stagione compromessa durante una lunga estate di depauperamento tecnico della rosa. La prima mossa però potrebbe essere il cambio di allenatore nonostante il rinnovo firmato al termine della stagione scorsa con Pioli e la deadline appare già fissata: domenica 22 dicembre, ore 12.30, Bologna-Genoa. Leggendo la classifica, le due gare che separano i rossoblù dal Natale appaiono sicuramente molto complicate ma arrivare alla sosta più lunga della stagione lontanissimi dai 20 punti in classifica comporterebbe la scelta di rivoluzionare tutto per dare ad un nuovo allenatore il tempo necessario a valutare le potenzialità della rosa, scegliere le mosse adatte per il mercato di gennaio e provare a rimettersi in carreggiata. L'ipotesi dell'esonero finora è stata scongiurata, ma dopo la disfatta immeritata di Bergamo è sensazione diffusa che si sia acuita quella frattura tra gestione tecnica e proprietà già ampiamente intuita nel momento della cessione di Taider a fine agosto e che il prossimo episodio negativo possa essere decisivo per far saltare la panchina di Pioli. A supportare questa convinzione della proprietà ci sarebbero anche i risultati ottenuti dalla maggior parte delle formazioni che in questa stagione hanno già cambiato allenatore. Gli esempi sono quelli innanzitutto del Genoa, passato dai 4 punti in 6 giornate di Liverani (media 0,6) ai 15 in 9 turni di Gasperini (media 1,6), poi a seguire in tempi più recenti del Chievo, passato dai 6 punti in 12 gare di Sannino (media 0,5) ai 9 in 3 partite di Corini (media 3), e della Sampdoria, passata dai 9 punti in 12 match di Rossi (media 0,5) ai 5 in 3 incontri di Mihajlovic (media 1,6). Come in tutte le regole esiste però un'eccezione: quella del Catania che è passato dai 5 punti in 8 giornate di Maran (media 0,6) ai 4 in 7 turni di De Canio (media 0,5) a dimostrazione che non esistono pozioni miracolose. E le cifre di Pioli quali sono? In 15 gare il suo Bologna ha raccolto 12 punti con una media certo non esaltante di 0,8 ma è anche vero che analizzando solo la seconda parte di percorso sembra esserci un netto incremento visto che negli ultimi 7 incontro i 9 punti conquistati portano la media a 1,2. I numeri e le statistiche quindi non possono essere abbastanza per giustificare questa decisione e servono anche competenze specifiche che finora sono decisamente latitate nelle scelte tecniche del Bologna. Al momento sono due le domande che ci si può porre. Pioli è sicuro di restare sulla sua panchina? La risposta è decisamente no. E in tal caso il Bologna è sicuro di trovare un allenatore in grado di fare meglio? La risposta però potrebbe essere la medesima.

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