Si rincorrono in queste ore le voci su un possibile cambio di guida tecnica, le ricette più disparate per salvare una stagione che, se non ha ancora assunto le pieghe del disastro, è anche per demeriti delle dirette concorrenti.
A guardare le statistiche non c’è certo da essere contenti. È il peggior Bologna da quando la serie A è tornata a 20 squadre. Per ritrovare un Bologna a 12 punti alla 16^ giornata, bisogna riavvolgere il nastro sino alla stagione 1990/91, quando il campionato era ancora a 18 squadre: i rossoblù conclusero all’ultimo posto, con appena 18 punti in totale mentre la stagione fu condotta in panchina prima da Scoglio e poi da Radice, che non riuscì a raddrizzarla.
Nella stagione dell’ultima retrocessione invece, il campionato 2004/05, quello dello spareggio avvelenato contro il Parma, il Bologna aveva raccolto 16 punti in altrettante partite, quattro in più di quelli attuali. A fine stagione ne avrebbe avuti 41, non sufficienti per evitare lo scontro drammatico contro i ducali. Nella stagione 2008/09, al ritorno nella massima serie dopo 3 anni di B, il Bologna fece 14 punti in 16 gare, stesso identico bottino nella stagione seguente. Per due anni di fila i rossoblù chiusero al 17° posto, l’ultimo utile per restare in serie A.
Nel 2010/11 il Bologna centrò addirittura 20 punti nelle prime 16 gare di campionato, con Malesani subentrato a Colomba in avvio di campionato, sotto la breve era Porcedda chiudendo il campionato a 42 punti, stesso bottino della stagione precedente, ma che valsero il 16° posto. Nel 2011/12 il campionato inizia malissimo con Bisoli, subentra Pioli che fa il miracolo e rivitalizza la squadra, portandola sino al 9°posto in classifica, chiudendo con gli ormai celebri 51 punti. Alla giornata numero 16 i punti erano 15, identico bottino nella seconda stagione pioliana, chiusa con 44 punti e un tranquillo 13°posto in classifica.
Ora Pioli si ritrova con tre punti in meno rispetto alle due passate stagioni, tre punti che, nella lotta salvezza, pesano come macigni a fine campionato. La posizione in classifica è difficile ma non disperata, grazie al fatto che le dirette concorrenti viaggiano tutte più o meno al passo del Bologna; per ora nessuna ha dato uno strappo decisivo e i giochi sono apertissimi. Non si può però rischiare di rimanere ancora indietro, sperando sempre che le altre non scappino, urge una reazione e a pagare potrebbe essere proprio Pioli, come spesso accade in questi casi.
Come al solito poi si possono scrivere fiumi d’inchiostro su chi sia il vero responsabile di una situazione simile, ma il cambio di guida tecnica spesso paga anche se appare un azzardo tenersi sul groppone il pesante ingaggio di Pioli e pagare anche un nuovo allenatore. Nonostante le perplessità finanziare, l’ultima chiamata per Pioli passa dal Genoa; da lì si cambia rotta, o in un modo o nell’altro.
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