Quarta ed ultima puntata del 'pagellone' di fine anno, sui due allenatori che si sono avvicendati al timone della squadra rossoblù. Di Marco Vigarani e Massimo Righi.

PIOLI Stefano: Il mister di Parma è stato in carica al Bologna dal 4 ottobre 2011 al 7 gennaio 2014, raccogliendo complessivamente 1,28 punti a partita su 97 panchine rossoblù, suo record personale in un club. Nella stagione appena conclusasi, ha rimediato 3 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte per un totale di 15 punti in 18 partite, prima dell’esonero dopo il 2-0 di Catania. Molto poco è vero, ma non è che il suo successore abbia fatto molto meglio di lui. Dalla sua, Pioli ha l’attenuante di aver dovuto gestire un gruppo fortemente impoverito del talento di alcuni uomini ceduti nonostante le promesse della società, chiaramente non mantenute. Dopo il 4-1 col Verona, l’avventura di Pioli pareva giunta al capolinea, ma Guaraldi ha deciso di continuare a fidarsi di lui (o perché costava troppo per cacciarlo?) e il mister ha continuato ad andare dritto per la sua strada, basandosi sulle proprie idee, tramutatesi (alcune) in errori, come l’affidarsi a pochi elementi senza dare spazio e spiegazioni alle alternative, ostinarsi a proporre una difesa a 4 inadeguata alle caratteristiche della squadra e cambiare continuamente il modulo per cercare un equilibrio mai trovato, facendo solo confusione. Nel frattempo la squadra lo ha sfiduciato e lui ha perso di mano la situazione, anche comprensibilmente, fino all’esonero telefonico ‘live from Mexico’. Come un ‘ti lascio’ via sms dopo 3 anni di fidanzamento. Pioli ha sbagliato nelle scelte e nel sopravvalutare una squadra obiettivamente povera, ma gli è stato dato modo di sbagliare ancora e ancora perché lasciato al timone di una barca di pastafrolla. Ciononostante, la piazza è rimasta fortemente legata a lui per i buoni risultati negli anni precedenti e per quanto dimostrato complessivamente. Il post Genoa, con mezza squadra contro e a un passo dall’esonero è esplicativo in tal senso: il lungo tributo in applausi, striscioni di solidarietà e cori della Curva valgono tutto l’affetto che il mister ha riscosso nel periodo rossoblù. Voto: 5

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BALLARDINI Davide: Il tecnico ravennate stavolta accetta la proposta del Bologna dopo il gran rifiuto del 2011 e viene ufficializzato alla guida della squadra lo scorso 8 gennaio. In 19 giornate colleziona 14 punti con una media di 0,74 a partita frutto di 2 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte. Durante la presentazione la parola d'ordine fu sicuramente "compattezza" ed in effetti il suo primo Bologna apparve subito una squadra quadrata, ordinata, con reparti corti e giocatori pronti a sacrificarsi gli uni per gli altri. L'illusione però dura poco: tre pareggi importanti contro Lazio, Napoli e Sampdoria poi l'addio a Diamanti e l'immediata quanto inattesa vittoria contro il Torino seguita da due gare con Milan e Roma giocate bene ma perse. Dopo sei punti in sette partite e la parte difficile del campionato alle spalle però la cura Ballardini ha smesso di dare effetti proponendo una squadra molle e timorosa anche contro avversari decisamente alla portata. La mancanza di vittorie e soprattutto di gol diventa un'ossessione per il tecnico che inizia a rivoluzionare tutto: dall'impostazione tattica complessiva all'impiego dei singoli. Da una parte torna un'improponibile difesa a quattro già bocciata durante l'era Pioli mentre dall'altra si assiste ad esperimenti falliti sul nascere come Garics mezzala o Mantovani esterno di centrocampo. Il Bologna perde un'identità precedentemente solo abbozzata e Ballardini entra in una spirale autodistruttiva da cui non uscirà più e che esaspera problemi già evidenziati come la pessima gestione dei cambi durante la partita e la mancanza di coraggio nel scegliere gerarchie precise soprattutto in attacco. Non basta l'assenza di Diamanti a dare giustificazioni ad un allenatore che dimostra anche di non avere il polso della situazione con una scelta forse decisiva a livello psicologico: l'isolamento. Nel momento in cui la situazione diventa sempre più grave Ballardini chiude gli allenamenti ai tifosi ed avalla il silenzio stampa, il Bologna respinge i suoi stessi tifosi e cola definitivamente a picco verso la Serie B. Voto: 4,5.

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