Seconda puntata di quattro, del 'pagellone' di fine anno reparto per reparto della squadra rossoblù

Oggi analizziamo l'andamento dell'intero reparto di centrocampo nel corso dell'annata appena conclusa.

KRHIN Rene - La salute finalmente assiste lo sloveno che collezione 27 presenze per un totale di 2023 minuti andando anche vicino al gol ma senza trovarlo. Prima parte della stagione in cui mostra ancora tutti i limiti soprattutto di personalità che in questi anni ne hanno caratterizzato l'esperienza rossoblù con passaggi scolastici e totale assenza di visione di gioco. La svolta però avviene con l'arrivo di Ballardini che lo prova con successo nel ruolo di mezzala: in questa posizione mostra finalmente corsa e dinamismo che ne riscattano in parte la stagione. In comproprietà con l'Inter che sembra intenzionata a riprenderselo. Voto 5,5.

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PEREZ Diego - Questa stagione (27 presenze per 1558 minuti) ha segnato decisamente un punto critico nella carriera del Ruso che a questo punto potrebbe chiudere in anticipo l'esperienza italiana e forse europea. Lasciato per un'estate ad allenarsi da solo, si presenta ancora una volta fuori forma e ci mette tempo ad ingranare per poi infortunarsi forse nel momento migliore. Vive un buon periodo nel mese di gennaio quando sembra in grado di tornare ai suoi abituali livelli ma nella seconda parte della stagione, guadagnata anche la fascia di capitano, non la onora a causa di un'assenza prolungata nel momento decisivo. C'è ancora un anno di contratto ma probabilmente si andrà verso la rescissione. Voto 5.

PAZIENZA Michele - Dopo una prima stagione di nulla cosmico, si era ripresentato ai nastri di partenza rabbioso e determinato ma sul campo ha poi fornito ancora una volta prestazioni imbarazzanti. Non bastano un paio di buone partite e un gol e mezzo a salvare dalla definitiva bocciatura un giocatore che non ha dato alcun contributo alla causa nonostante uno stipendio abbondante e un minutaggio decisamente sufficiente a giudicarlo. Per lui 1403 minuti spalmati su 21 presenze ed un contratto molto oneroso fino al 2015 assolutamente da rescindere. Voto 4,5.

DELLA ROCCA Francesco - Tornato in rossoblù dove aveva vissuto la miglior parentesi della sua carriera, vive una stagione all'insegna della fragilità fisica in cui colleziona appena 512 minuti in 9 presenze. Quando va in campo però non sembra mai determinato e concentrato (come nella disfatta contro il Verona). Ci sarà da parlare con il Palermo per capire cosa fare della comproprietà del suo cartellino, ma è difficile poter puntare ancora su di lui. Voto sv.

FRIBERG Erik - Acquisto decisamente a sorpresa del mercato di gennaio. Talmente a sorpresa che Ballardini se lo ritrova a Casteldebole senza neanche avere idea di chi sia. La mancanza di alternative gli regala 7 presenze per un totale di 422 minuti immeritati in cui dimostra di non essere assolutamente adatto alla Serie A per clamorose carenze dal punto di vista tecnico. Legato al Bologna da un biennale, sarà praticamente impossibile da piazzare altrove e resterà anche in Serie B dove magari potrebbe trovare una dimensione più congeniale. A meno che anche questa categoria non sia troppo per lui. Voto 4.

IBSON - La prova provata del fatto che il Bologna sapeva di voler vendere Diamanti ben prima di imbarcarlo per Guangzhou. Il brasiliano rescinde con il Corinthians per la gioia degli ex tifosi, arriva in Italia per essere dimenticato all'aeroporto, ma anche a Casteldebole non convince mai lo staff tecnico. Ha buona tecnica ma manca di quella rapidità di esecuzione necessaria per trasformare sterili giochini in qualcosa di utile per i compagni. Per lui 9 presenze, 332 minuti e un biennale pesante che andrà risolto in ogni modo possibile visto che in Serie B, con i suoi spazi stretti e marcature dure, non sembra assolutamente il suo mondo. Voto 4,5.

LAXALT Diego - Si presenta in Serie A con un impatto assolutamente clamoroso: doppietta al Milan all'esordio. Il suo punto di forza è sicuramente il dinamismo ma in una squadra che ben presto finisce impelagata nei bassi fondi della classifica non c'è più spazio per lui. Colpevolmente dimenticato sia da Pioli che da Ballardini, alla fine colleziona 786 minuti in 14 presenze. L'Inter lo aveva mandato in prestito al Bologna sperando di farlo crescere e se lo riprenderà senza aver ancora scoperto fino in fondo le doti di questo ragazzo. Voto 5,5.

KONE Panagiotis - In avvio di stagione sembra dare continuità alle splendide prove dell'anno precedente nonostante il cambio di modulo, ma con il passare delle giornate da arma in più si trasforma in un equivoco tattico. Nessuno trova il modo di impiegarlo con profitto e alla fine, complice anche un fastidioso infortunio muscolare, risulta assente nel momento fondamentale della stagione quando avrebbe dovuto fare i gol e le giocate perse con la cessione di Diamanti. Alla fine sono 2378 i suoi minuti spalmati su 28 presenze e conditi da 5 gol di cui uno ancora una volta splendido contro la Sampdoria. È l'ultimo gioiello rimasto nella rosa rossoblù ed è quasi impossibile che lui stesso possa accettare di scendere di categoria: per lui la cessione è quasi certa. Voto 6.

CHRISTODOULOPOULOS Lazaros - Per lui vale il discorso opposto rispetto al connazionale appena citato. Un avvio di stagione da comprimario privo di qualsiasi collocazione tattica nello scacchiere di Pioli, poi l'avvento di Ballardini e la cessione di Diamanti gli consegnano le chiavi del gioco offensivo e lui non si sottrae alla nuova responsabilità. Trova fiducia nelle prestazioni e inizia a macinare chilometri provando a trascinarsi dietro i compagni a volte esagerando anche nei personalismi. Per lui ci sono 2 gol in 27 presenze per un totale di 1836 minuti in cui ha attirato le attenzioni di tante altre squadre. Nonostante il contratto sarà probabilmente ceduto capitalizzando al massimo l'investimento fatto al momento del suo acquisto. Voto 6.

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