Punte che non segnano, giocatori incompresi, meteore, zavorre e rari acquisti azzeccati: il bilancio di cinque anni di trattative invernali

Si aprirà venerdì la sessione invernale del calciomercato, che si chiuderà il trentuno gennaio dopo quattro settimane esatte di trattative. Una sessione in cui il Bologna dovrebbe operare svariate operazioni, sia in entrata sia in uscita, per raddrizzare una stagione in cui il rischio retrocessione è paurosamente alto.

Già, dovrebbe. Una breve chiacchierata col fantasma dei mercati invernali passati, tuttavia, farà ricordare (a chi forse se l’è dimenticato) che il tifoso del Bologna deve tenere le aspettative molto basse per questa finestra trasferimenti.

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Partiamo dall’anno scorso, quando sotto le Due Torri arrivarono Moscardelli, Naldo e Christodoulopoulos. Il Barba collezionò nove scampoli di partita, per un totale di 174 minuti e un gol al Parma, mentre per il difensore brasiliano giunto dal Granada furono 270 i minuti di utilizzo, con due presenze da titolare a babbo morto nelle ultime due giornate. Di lui, però, si ricorda soprattutto la non brillantissima prestazione contro la Juventus, con responsabilità su entrambe le reti bianconere. È andata sicuramente meglio con Lazaros, in gol dopo un quarto d’ora dal suo esordio assoluto e poi in campo dal primo minuto in ben sette occasioni; uno scorcio di campionato che aveva fatto ben sperare, ma che poi non è stato confermato in questa stagione.

L’anno prima fu quello dei cinquantuno punti finali, nonostante in questo periodo la squadra di Pioli ne avesse solamente quindici. Merito degli innesti di gennaio? Vediamo un po’. Tornò Rubin, che effettivamente svolse un ruolo importante spartendosi la fascia sinistra con Morleo fino al termine della stagione. Assieme al terzino fu preso dalla Juventus Frederik Sorensen, il quale adesso è uno dei pochi papabili per rimpolpare le casse, ma che in quella stagione scese in campo solamente due volte: un esordio con gol in casa col Palermo e i dieci minuti finali dello scontro con il Cagliari. Un buon acquisto in proiezione futura, dunque, ma poco utile nell’immediato. Un discorso valido anche per l’ultimo arrivo di quella sessione invernale, ovvero Ishak Belfodil: titolare alla terzultima in casa del Catania, più sette spezzoni di gara durante i quali il giovane algerino fece in tempo a mostrare buone cose. Oggi vale tredici milioni di euro: peccato non averlo tenuto…

Il gennaio del 2011 fu quello in cui tutti eravamo ancora troppo scossi dall’odissea sarda e dal successivo salvataggio per ricordarci che ci fosse il mercato aperto. Anche i dirigenti erano presi a studiare i conti, e come Bruno Montelongo arrivò in rossoblù non lo sa nessuno. Fu l’unico innesto e subì pure un brutto infortunio al ginocchio, ma è probabile che comunque non sarebbe mai sceso in campo.

Le prime due stagioni dal ritorno in Serie A furono sotto il marchio dei Menarini, che si dimostrarono particolarmente attivi nelle sessioni di riparazione. Proseguendo col percorso a ritroso, l’annata 2009/10 fu interessante e arrivarono ben sette giocatori: Savio Nsereko, Francesco Modesto, Davide Succi, Antonio Buscè, Alessandro Elia, Andrea Pisanu, Stephen Appiah. Modesto e Buscè si rivelarono gli acquisti più azzeccati, soprattutto il secondo diventò una pedina inamovibile nello scacchiere di Colomba, segnando pure due gol e garantendosi la conferma per la stagione successiva. Gli altri, nell’ordine: Savio giocò in tutto 40 minuti e negli anni a venire si distinse soprattutto per l’abilità nello sparire nel nulla; Succi, bolognese, due presenze da titolare e otto subentri, segnando zero gol: recentemente ha dichiarato “Tra Bologna e Cesena scelgo Cesena”; Appiah, fenomeno ai tempi dell’Udinese, a Bologna giocò 110 minuti nelle ultime due partite stagionali; Elia e Pisanu, infine, furono gli uomini plusvalenza del direttore generale Luca Baraldi, e il secondo ufficialmente bazzica ancora da queste parti: a giorni tornerà infatti dal prestito al Montréal Impact. Presenze in campionato col Bologna in questi anni: due. Bene no?

Se avete avuto la pazienza di seguirci fin qui avete fatto bene, perché ora concluderemo in bellezza questa carrellata con il campionato forse più gustoso: il 2008/09. Il primo ad arrivare fu lo svincolato Cesar Rodriguez, nonché Aparecido, autore di sei sfolgoranti presenze sul terreno di gioco e di probabilmente molte di più nei ristoranti cittadini. A seguire fu il turno di un altro elemento che diede un grande contributo alla causa, rivelandosi un imprescindibile uomo d’ordine: esatto, stiamo parlando di Massimo Mutarelli. 33 partite in tre stagioni per lui (tanto durava il suo contratto) a circa un milione di euro netti all’anno. Come segno di ringraziamento per questa munifica beneficenza, a febbraio 2012 lui e la moglie su Twitter parlarono di Bologna come “quella c***o di città”, o anche “Merdogna”: sentimenti ricambiati, si fidino. Qualche innesto che combinò qualcosa almeno ci fu, tipo il terzino destro Manuel Belleri, con sei presenze tutte da titolare. Il pezzo pregiato di quel mercato, tuttavia, si chiamò Pablo Daniel Osvaldo: rimase sotto le Due Torri per un intero anno solare, durante il quale l’attuale attaccante della Nazionale andò in rete solamente tre volte, tutte nella stagione 2009/10. Ma meno male che ci salvò Milito...

Questo dunque il bilancio delle trattative invernali dal 2009 a questa parte. Toccherà a Bagni dare un’inversione a questa tendenza, praticamente senza soldi a disposizione e cercando prima di sbarazzarsi di ingaggi pesantissimi: facile, vero?

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