Il Bologna cade sotto i colpi della Juve e ora sente sempre più forte l'odore della B. Nel pomeriggio infatti, la vittoria del Sassuolo col Chievo a Verona ha ulteriormente complicato le cose ai rossoblù che seppur a pari merito dei modenesi in classifica, è in svantaggio negli scontri diretti. Il Bologna avrebbe dovuto fare qualcosa in più di quanto prodotto, cioè molto poco, e se nei giorni antecedenti la partita si era parlato di provare a giocarsela, la realtà dei fatti documenta l'esatto opposto. Il Bologna ha subito la Juve che in realtà ha vinto con meno di un filo di gas, senza dannarsi l'anima per pungere un Bologna sì ben chiuso, anche troppo, che ha concesso alla Juve ogni iniziativa senza mai replicare degnamente a rendere la pariglia. Alla Juve ne mancavano 4, al Bologna altrettanti ma il dislivello è stato sin troppo evidente al punto che la squadra di Ballardini non ha mai dato l'impressione di poter realmente combinare qualcosa al di la della propria metà campo.

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Come si evince, la cronaca è tutta a tinte bianconere, con gli uomini di Conte pericolosi in avvio con Pogba che si rende pericoloso in almeno due occasioni, una delle quali clamorosa con un colpo di testa fallito da pochi passi. Il brivido più grande però lo da una conclusione di Marchisio sporcata da Cherubin, che Curci sventa con buoni riflessi. Nel finale della prima frazione anche Giovinco prova qualche lampo, ma i suoi tentativi risultano a salve. Il Bologna si vede solo in occasione di un tiro alto di Cristaldo a pochi minuti dal fischio del the.

Se nel primo tempo il Bologna è stato schiacciato, nel secondo il baricentro già basso dei felsinei è calato ancora e la Juve ha accolto l'invito. Curci sventa un paio di iniziative dei bianconeri, poi al 64' è costretto a capitolare. Curiosamente l'azione del gol nasce da una palla persa dal Bologna in una delle rarissime sortite felsinee, con Pogba che prima dimenticato da Lazaros e poi lasciato libero di calciare da Pazienza, fredda Curci con un preciso diagonale dal limite. Ballardini allora toglie un non pervenuto Ibson e mette Paponi fra lo stupore generale (il secondo stagionale dopo Sassuolo) e si scopre un po. I risultati non sono granché validi, anche perché la Juve si chiude quanto basta per dissuadere ogni fuocherello a tinte rossoblù. Entra anche Laxalt e nel finalissimo Acquafresca, ma l'unico pensiero procurato a Buffon è un tiro di Lazaros, andato alla conclusione dopo un bel movimento a liberarsi.

Da una partita impostata sulla base del "non prenderle" il risultato è comunque amaro, perché la Juve ha fatto breccia quella volta che è servita a portare a casa la vittoria. Si sapeva che chiudersi troppo avrebbe portato ad un bombardamento a tappeto e che il muro avrebbe retto finché poteva, ma Ballardini, forse a maggior ragione dopo il forfait di Kone, ha scelto la strada ultra-difensiva, che ha pagato per poco più di un'ora, non abbastanza per uscire indenni da Torino. Il migliore in campo per i rossoblù è Curci, autore di ottimi interventi e correttissimo nel caso di un tiro da lui deviato e segnalato all'arbitro non attento. Fra i sufficienti anche i tre centrali fra cui il redivivo Sorensen (al posto del febbricitante Natali) e Lazaros, autore di alcune interessanti incursioni e degli unici tiri tentati nello specchio. Sabato si attende al Dall'Ara la Fiorentina per tentare (come, non si sa) di riprendere ossigeno dopo il weekend di passione pre pasquale.

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