Sono passati pochissimi giorni dal termine del mercato di riparazione e dobbiamo ancora vedere in campo gli unici due acquisti conclusi dal Bologna, ma la sensazione che anche questo mese di gennaio sia stato sprecato è fortissima e difficilmente potrà essere cancellata da quello che si vedrà sul campo.

Tempi - Con 31 giorni a disposizione ci si è ridotti alle ultime ore per acquistare due giocatori con il risultato che nè FribergIbson hanno potuto scendere in campo contro l'Udinese nella giornata in cui il Sassuolo ha schierato sette titolari nuovi su undici, Lodi si è confermato leader del Catania e il Livorno ha riscoperto Emeghara pur avendo preso Belfodil. Proprio quest'ultimo nome ci ricorda come il Bologna negli ultimi anni sia apparso completamente privo di lungimiranza rinunciando a riscattare l'attaccante algerino nell'estate del 2012 per poi vederlo lanciato dal Parma verso una clamorosa plusvalenza appena dodici mesi dopo, prima che Zanzi tornasse sulle sue tracce nelle ultime ore del 31 gennaio quando ormai si era scatenata l'asta tra almeno quattro squadre. Per fare calcio non servono solo competenze tecniche (che già scarseggiano) ma, soprattutto in fase di mercato, il giusto tempismo. E invece abbiamo assistito a qualcosa di ridicolo come l'affare Maicon, dato in pasto ai media prematuramente da alcuni dirigenti e quindi saltato, ricordando da vicino il caso di Ferreira Pinto che nel 2006 fu annunciato dall'allora presidente Cazzola salvo poi finire all'Atalanta.

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Tattica - Partendo dal presupposto che gli acquisti di gennaio dovrebbero migliorare la rosa, possiamo ritenere che Ibson e Friberg siano stati acquistati per essere titolari in questo Bologna. Ma chi sarà a fare loro posto? Se Ballardini intende sciaguratamente insistere con il 3-5-1-1 in cui Perez è l'unico inamovibile, risulta chiaro che debbano essere Pazienza e Kone a farsi da parte con il greco che comunque appare sempre di più sprecato nel ruolo di centrocampista. Se il futuro del ragazzo dovesse essere fuori ruolo o in panchina non avrebbe avuto più senso cederlo e provare a rimpinguare così le casse andando a caccia di alternative più gradite ad un allenatore che sin dal primo giorno ha chiesto un regista di centrocampo? Ma sono arrivati solo un fantasista e un interditore e intanto sugli esterni continuano a mancare uomini in grado di confezionare cross decenti. In attacco poi, tra un Cristaldo scomparso e un Acquafresca riesumato, ci si affiderà fino alla fine del campionato alla vena realizzativa di un Bianchi autore finora di 3 gol in 17 presenze con una media che, se confermata, lo porterebbe a vedere la palla in rete solo altre 3 volte.

Motivazioni - Pur non sapendo cosa accadrà con Ibson e/o Friberg in campo, risulta chiaro sin da ora che la squadra non ha subito dal mercato quella scossa ritenuta ad esempio necessaria dal patron neroverde Squinzi per il suo Sassuolo. La disponibilità economica di Guaraldi è evidentemente diversa da quella del collega, ma anche il Bologna avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione già auspicata neanche troppo velatamente dall'ex tecnico Pioli. La mentalità dei giocatori visti in campo nel primo tempo contro l'Udinese non differisce di una virgola da quella mostrata ad esempio a Catania per arrivare al cambio di guida tecnica. Dopo aver rimosso magari anche tardivamente Pioli, sarebbe però stato opportuno non dare certezze neanche ai giocatori scombinando le dinamiche interne che stanno trascinando il Bologna verso la retrocessione e portando a Casteldebole facce nuove in grado di aumentare la concorrenza interna e conseguentemente anche il livello delle prestazioni. Oggi invece chi non giocava con Pioli ha trovato una maglia e chi non rendeva al meglio continua ad andare in campo: anche questo vuol dire aver sprecato un mese di mercato.

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