Innanzitutto c’è un Bologna da salvare a livello economico, un club ha bisogno di denaro per non avviarsi verso il fallimento, ma poi bisogna iniziare anche a programmare il futuro in Serie B. Per quanto la situazione sia complessa non va però dimenticato che il club oggi ha ancora un patrimonio tecnico dato dai giocatori che evidentemente in questo momento diventa anche una base fondamentale per la programmazione del domani. Se anche le casse sono vuote infatti è possibile operare comunque sul mercato in modo intelligente e coscienzioso lavorando sia sugli ingaggi dei tesserati sia sui ricavi derivanti dalle cessioni dei cartellini. Si tratta certamente del genere di operatività per cui è stato contattato l'avvocato Filippo Fusco e che ora proveremo ad analizzare nel dettaglio.
Ingaggi - Il dato da cui partire, ragionando sempre in termini di netto, è quello del monte ingaggi relativo ai tesserati che hanno concluso la stagione a Bologna e che ammonta a 11,08 milioni di euro. Tra contratti esauriti, prestiti e comproprietà in scadenza a tale somma verranno sottratti automaticamente 4,4 milioni ma se ne aggiungeranno anche 2,26 derivanti da tutti i giocatori che rientreranno dall’anno trascorso tra Serie B e Lega Pro. Arriviamo quindi ad un monte ingaggi di 8,94 milioni ancora evidentemente troppo alto soprattutto pensando che i sei contratti più onerosi ne consumano da soli quasi la metà (4,15). Per Bianchi, Acquafresca, Pazienza, Perez, Garics e Kone devono quindi essere prese misure ad hoc che nello specifico possono essere la cessione del cartellino di almeno tre di loro o la rinegoziazione dello stipendio di tutti con un taglio del 50% magari spalmandolo su più anni: in entrambi i casi si arriverebbe ad un risparmio di circa 2 milioni. Toccherebbe poi operare dei tagli nel resto della rosa puntando alle cessioni di almeno due tra Cherubin, Christodoulopoulos, Ibson e Agliardi oltre a quelli di una decina di esuberi che in questi anni sono stati soltanto parcheggiati altrove contribuendo spesso al pagamento del loro ingaggio. Un robusto sfoltimento porterebbe ad un ulteriore risparmio di almeno 1 milione di euro assestando così il monte ingaggi complessivo a poco più di 5,5 milioni per una rosa comunque di circa 25 tesserati. A cui ovviamente bisognerebbe aggiungere qualche innesto in sede di mercato.
Ricavi - Risanata o almeno tamponata l’emorragia, occorrerebbe quindi fare qualche investimento per dotare il nuovo tecnico (Zeman?) di una squadra competitiva. Come già visto in questi anni, sarà allora necessario vendere prima di comprare provando ad incassare denaro dalla cessione di alcuni tesserati. In tal senso la prima scadenza utile è quella delle comproprietà con Sorensen, Krhin e Taider che potrebbero portare una buona iniezione di liquidità. Sia Juventus che Inter infatti si riprenderanno i rispettivi giocatori ma dovranno corrispondere al Bologna una cifra non solo per la crescita dei ragazzi ma anche per non svalutare troppo beni iscritti a bilancio con un valore ben preciso. In totale potrebbero essere 5 i milioni che arriverebbero in tempi brevi e senza dilazioni a rimpinguare le esanimi casse rossoblù. La seconda tappa per il reperimento di fondi si ricollega al discorso fatto in precedenza ed in particolare alla cessione di quei giocatori non disponibili a ridursi l’ingaggio, tecnicamente non ritenuti validi per la prossima stagione o più semplicemente che hanno già sul tavolo qualche offerta. Kone e Lazaros ad esempio hanno attirato gli sguardi di numerose pretendenti, Cherubin può avere sicuramente mercato mentre per almeno due tra Acquafresca, Bianchi, Pazienza e Ibson dovranno essere trovate nuove sistemazioni. A seconda del numero di operazioni concluse e dell’abilità nelle trattative, ecco che potrebbe arrivare altra liquidità per una cifra compresa tra un minimo di 3 ed un massimo di 8 milioni di euro. Conclusa la campagna vendite quindi il Bologna si troverebbe con un budget compreso tra gli 8 ed i 13 milioni per operare sul mercato e completare la sua rosa.
Evidentemente si tratta di operazioni successive al completamento del salvataggio del club che oggi rischia il fallimento, ma che possono essere prese in esame anche nel caso dell'ingresso di Massimo Zanetti. Non ci si può infatti attendere neanche nella più ottimistica delle ipotesi un suo arrivo in pompa magna con investimenti stratosferici a maggior ragione visto che il campionato di Serie B pone stretti vincoli sia nel numero dei tesserati che nell'onere dei loro ingaggi.
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