Ogni allenatore, per quanto duttile e preparato, ha preferenze precise che non cambieranno mai nel corso della sua carriera. Il calcio infatti è una materia più complessa di quanto si possa pensare e quindi esistono tanti modi di interpretarlo e soprattutto di andare a caccia del risultato prefissato che esso sia la salvezza o lo scudetto. Per capire a che punto sia oggi la costruzione del Bologna che affronterà la prossima stagione cerchiamo di partire dalla storia del tecnico rossoblù e da quelli che sono sempre stati punti fondamentali del suo gioco.

1 - Il portiere deve essere un atleta su cui fare grande affidamento. Al Grosseto il tecnico parmense si affidava a Bressan, ritrovato poi anche al Sassuolo, mentre invece al Chievo ha costruito le sue fortune su Sorrentino. Oggi al Bologna vuole puntare di nuovo su Curci, ragazzo corteggiato a lungo durante l'estate e sulla cui tenuta fisica ha avuto rassicurazioni da parte dello staff medico.

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2 - Serve sempre un centrale di difesa esperto e duttile in grado di guidare il reparto senza esitazioni passando magari dalla linea a tre a quella a quattro senza problemi. Al Chievo aveva chiesto Cesar, al Palermo Silvestre e soprattutto si era portato l'ex clivense Mantovani mentre invece oggi si aspetta tanto dall'esperienza di Natali ma anche dal lavoro duro fatto su Sorensen. Il danese nell'ultima stagione ha dimostrato grande tempismo e personalità ma deve continuare a lavorare sulla leadership di reparto.

3 - Almeno un centrocampista deve saper abbinare quantità e qualità consentendo non solo di recuperare palloni ma anche di far ripartire l'azione in tempi rapidi. Nel suo anno al Sassuolo Pioli chiamò a sè fedelissimi come Riccio e Valeri, al Chievo chiese Fernandes e dal Palermo ottenne Barreto. Perso un elemento di forte rottura come Perez, ora il tecnico vorrebbe affidare a Taider le chiavi della mediana rossoblù confidando nella sua crescita tattica e soprattutto in una maggiore concentrazione e continuità sia durante l'anno che nella partita.

4 - L'attacco deve poter contare non solo su un centravanti prolifico ma anche su una punta di riserva importante che sappia anche allargarsi. Nel Sassuolo la coppia d'oro era formata da Noselli e Martinetti, nel Chievo da Pellissier e da quel Moscardelli già conosciuto a Piacenza e fortemente voluto anche a Bologna. Toccherà anche a lui nei prossimi mesi provare a dare una mano a Bianchi, attaccante da area di rigore a cui si può anche affiancare abbastanza facilmente un compagno con caratteristiche diverse.

Se Curci, Sorensen, Taider e Bianchi possono essere giustamente considerati i teorici pilastri del prossimo Bologna di Pioli, ecco che ovviamente non è una buona notizia sapere che su due di essi incombe lo spettro della cessione entro la fine del mercato. Senza dimenticare poi che lo stesso tecnico non ha mai nascosto il ruolo fondamentale degli esterni (a proposito del quale scrisse anche un'interessante tesina) e che in questo momento il club felsineo scarseggia sia a livello di terzini che di laterali offensivi. Il cantiere resta aperto e anche Pioli sembra iniziare a perdere la pazienza.

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