Con un clamoroso harakiri nei minuti finali il Bologna soccombe al Brescia per due reti a uno, al termine di una partita tutt’altro che brillante.
Si era capito fin da subito che non sarebbe di certo stata una passeggiata, perché nel corso dei primi venti giri di orologio è stato il Brescia a fare la gara, approfittando di un Bologna molto distratto e impreciso. La squadra di Iaconi però non è qualitativamente assai dotata, e non riesce perciò a sfruttare gli svariati regali concessile incartandosi quasi sempre nel momento decisivo. Le scarse doti tecniche delle Rondinelle diminuiscono poi ulteriormente al 20’ del primo tempo, quando Sodinha esce in barella per un infortunio al ginocchio: al suo posto H’Maidat, giovane promessa che però inciderà poco. Gli uomini di Lopez si fanno vedere un paio di volte dalle parti di Minelli, senza però impensierirlo. Al 23’, invece, Coppola deve compiere il primo vero intervento della partita (resterà l’unico) quando Morosini indovina un destro a giro che, senza il volo del portiere partenopeo, sarebbe spiovuto sotto la traversa. È forse la sveglia per il Bologna, che cerca di prendere finalmente in mano le redini del gioco e di rendersi pericoloso. E infatti alla prima vera occasione passa in vantaggio: tiro dal limite di Buchel, Minelli respinge corto e Cacia in tap-in torna al gol dopo oltre un mese di astinenza. Non un caso che ci sia lo zampino dell’austriaco, la cui assenza ha pesato tantissimo contro il Carpi. A questo punto ci si aspetterebbe una partita indirizzata su binari ben definiti, e invece il Bologna pare sedersi mentre il Brescia, pur nella sua pochezza di idee, continua a correre dovunque mettendo ancora qualche difficoltà ai padroni di casa.
Nei primi minuti della ripresa l’andamento non cambia, con i rossoblù attendisti e gli ospiti che proseguono nella loro sterile dinamicità. Al 57’ primo cambio per Lopez, che toglie l’ammonito Zuculini e inserisce Troianiello: una sostituzione che lascia perplessi, sia per i ruoli differenti dei due giocatori sia per lo stato di forma dell’ex Palermo, sicuramente tra i meno positivi in questa stagione. La spinta del Brescia nel frattempo si va affievolendo, e dopo qualche incursione a vuoto il Bologna sfiora il raddoppio: cross dalla destra di Ceccarelli per Cacia, che sovrasta il marcatore e schiaccia il pallone sul palo a portiere battuto. Davvero un peccato per l’attaccante, oggi sicuramente più in partita rispetto a una settimana fa. È il 63’, e purtroppo tre minuti più tardi arriva una brutta tegola per Lopez quando Buchel subisce un fallo da dietro da parte di Olivera e rimane a terra contorcendosi per il dolore. Dal replay si vede l’uruguagio pestare il tallone d’Achille del numero ventinove, fissando così a terra la gamba del giocatore del Bologna che era già in torsione. Trauma distorsivo al ginocchio la diagnosi che non promette nulla di buono. Al suo posto entra Abero, altra sostituzione nebulosa da parte del mister, che nel frattempo aveva precauzionalmente tolto Acquafresca per Improta.
Arriviamo così ai minuti finali, quando succede l’impensabile. Un Brescia praticamente alle corde, infatti, viene improvvisamente resuscitato all’83’ dalla prima amnesia di Oikonomou, che dopo aver tenuto bene Caracciolo per l’intera partita se lo perde sul cross di Bentivoglio: inzuccata dell’airone e pareggio. Sembra incredibile ma il peggio deve ancora venire, poiché quattro minuti più tardi, sempre da un cross dalla destra, arriva il vantaggio ospite con Morosini che anticipa Ceccarelli da pochi passi. Un uno due letale e repentino, che stordisce il Bologna il quale non è più in grado di intendere e di volere.
Tre punti buttati via, dunque, in maniera anche peggiore rispetto a Livorno: due settimane fa, infatti, si giocava in casa di una pretendente alla promozione, mentre oggi l’avversaria era un Brescia in forte difficoltà sia tecnica sia societaria. Lopez dovrà riflettere su alcune scelte, così come sul secondo tracollo dei suoi in quindici giorni: capire le situazioni per prevenirle, anche se si sperava che questo step fosse già stato fatto dopo Livorno.
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