di Matteo Ragazzi e Manuel Minguzzi
Abbiamo contattato in esclusiva l'ex rossoblù Renato Olive, uno dei centrocampisti più amati dal pubblico rossoblù di inizio anni duemila. Ora al Parma, Olive racconta ai nostri microfoni il suo pensiero sul Bologna attuale ricordando la sua avventura bolognese, dalla Champions sfiorata all'Intertoto perso in finale con il Fulham, per terminare con la cessione al Napoli.
Caro Olive, segue ancora il Bologna?
"Certo, dopo un avvio difficile Lopez ha trovato la quadratura del cerchio. La squadra è stata rifatta totalmente ed era normale un periodo di apprendistato. Ad ogni modo la B è lunga e difficile, ci sono molte incognite ma il Bologna è costruito per vincere".
Molti dicono che così fatta la rosa non sia da promozione diretta
"Ci sono dei valori importanti ma meglio di me una valutazione del genere la può dare il mister che tutti i giorni allena i ragazzi. L'allenatore è preparato e giovane e ha già buona esperienza, può dare le giuste indicazioni. Sono sicuro che a gennaio la società, se necessario, interverrà per rinforzare la rosa".
C'è anche una nuova proprietà e Gazzoni presidente onorario
"Certo, sono contentissimo per Gazzoni. Per quanto ci ha rimesso col Bologna Calcio è un giusto riconoscimento. Anche i tifosi con la nuova proprietà possono sperare nel ritorno del Bologna nel calcio che conta".
Già, il calcio che conta. Lei sfiorò la Champions nel 2002 e perse una finale Intertoto col Fulham
"Sono tutti bellissimi ricordi, quattro anni a Bologna in una delle società che più ho nel cuore. Perdemmo l'ultima partita a Brescia e il sogno svanì. Sono molto legato a Bologna, ho casa lì e quando posso torno spesso. Due anni fa ho avuto anche la possibilità di tornare come allenatore del settore giovanile, incontrai Guaraldi e Zanzi ma poi non se ne fece più nulla. Spero sempre un giorno di poter tornare".
Nel 2004 poi andò a Napoli, come mai?
"Il club partenopeo mi aveva richiesto, ho sentito mancanza di fiducia da parte della società e si è aperta questa strada. Mi sono sentito come se qualcuno mi avesse voltato le spalle. Quando la società ti chiama e ti propone una cessione forse non ti considera più un punto fermo".
Ora invece Olive cosa fa?
"Lavoro per il Parma, collaboratore tecnico nello staff di Donadoni".
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