di Mark Keven Cruzat
Il prossimo turno di campionato prevede Genoa-Bologna, incontro a cui il Grifone non può chiedere nulla, data la salvezza già acquisita, ma che per il Bologna è di vitale importanza visto che i felsinei sono ancora in piena lotta per non retrocedere. A tal proposito, in vista del match, abbiamo intervistato Dario Morello, doppio ex della partita.
Domenica ci sarà Genoa-Bologna, lei è doppio ex della sfida, che partita sarà?
"Mi Aspetto una gara molto combattuta. La partita avrà un significato maggiore sicuramente per il Bologna, ancora in lotta per la salvezza e bisognoso di punti che sarebbero vitali. I rossoblù dovranno dare qualcosa in più in questo match: per loro sarà vietato fare passi falsi."
Il Bologna è terzultimo a tre giornate dalla fine, si aspettava una stagione così deludente?
"Sinceramente non me lo aspettavo. E' vero che il Bologna, in questi ultimi anni, ha sempre faticato ma una squadra con quella storia e con quel blasone dovrebbe competere per altri obiettivi o, quantomeno, riuscire a raggiungere una salvezza più serenamente"
Vede le rivali del Bologna più attrezzate per mantenere la categoria?
"A mio parere, non conta il fatto di essere più attrezzati da qui alla fine della stagione, mancano solamente tre partite, tre finali che il Bologna non dovrà fallire e ora come ora si salverà chi dimostrerà di avere più testa e una maggiore capacità di reggere questo tipo di pressione. Non ci sono favorite, tutto è ancora aperto"
Mentre il Sassuolo a gennaio si rinforzava il Bologna cedeva Diamanti. Come giudica questo fatto?
"A mio parere il Bologna ci ha rimesso molto. Non so se si sia trattato di una scelta dovuta a questioni di bilancio, ma la perdita di Diamanti pesa e si vede. E' difficile dare un giudizio su questa decisione. Penso comunque che anche per il giocatore sia stato difficile lasciare una piazza come quella di Bologna dove tanto ha dato e tanto ha ricevuto"
Lei con il Bologna ha vissuto una doppia promozione dalla C alla A, che stagioni sono state?
"Porto il Bologna nel cuore. Ho vissuto due anni molto intensi e che mai dimenticherò. Ai miei tempi avevo un grande gruppo e un ambiente che mi permetteva di esprimermi tutte le mia potenzialità. Ad ogni match al Dall'Ara provavo un misto di emozioni indescrivibili. Bologna è Bologna. Ho deciso di sposare i colori rossoblù per la sua storia, a prescindere dalla categoria nella quale ero costretto a giocare. Di quelle stagioni ho tantissimi bei ricordi: le mie due promozioni hanno sicuramente un significato importantissimo ma anche il mio gol in amichevole, contro la Juventus, sarà difficile da dimenticare. Unica nota negativa è stato il mio addio, un addio costretto e non deciso da me. L'allenatore e il presidente non c'entrano: sono altri che mi hanno voluto far fuori..."
Il Bologna ce la farà a salvarsi?
Mi auguro di sì. Le prossime tre partite saranno fondamentali e, per il Bologna, non sarà cosa facile raggiungere la salvezza.
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