Per provare a capire come si vivono i giorni dopo una retrocessione e soprattutto come si può ripartire, abbiamo contattato l'ex allenatore rossoblù Carlo Mazzone che, grazie alla sua ineguagliata esperienza di Serie A, ci ha regalato qualche consiglio utile anche in vista della costruzione della nuova squadra ma soprattutto ha parlato con grande affetto e sincero trasporto delle sue speranze per il futuro del Bologna.

Si aspettava la retrocessione del Bologna?Innanzitutto mi dispiace davvero tantissimo, però devo ammettere che ero preoccupato da tempo. E con il passare delle giornate purtroppo questa preoccupazione si è trasformata in realtà partita dopo partita. Sul campo quello che è successo è giusto ma non avrei mai voluto che accadesse perché sono profondamente legato a tutte le squadre che ho avuto il piacere e l’onore di allenare”.

Immagine non disponibile

Come si vivono questi momenti all’interno di uno spogliatoio?Sono giorni di grande tristezza per tutto l’ambiente. Si lavora nel totale silenzio e si sente sulle proprie spalle il peso di quello che è successo. É una situazione pesante che fortunatamente nella mia lunga carriera non ho mai vissuto (la sua unica retrocessione è quella del 2005 nello spareggio contro il Parma ma si dimise subito dopo, ndr)”.

Con quale spirito i rossoblù andranno a Roma?Sinceramente credo che ormai non ci sia l’entusiasmo per fare bene nell'ultima gara. C’è troppa amarezza dopo quello che è successo domenica scorsa per concentrarsi di nuovo su una partita”.

E adesso come si può tornare in Serie A?In genere si opera solo in due modi. Si può scegliere di riconfermare gran parte dei giocatori che hanno vissuto la retrocessione per avere nel loro spirito di rivincita un carburante in più per la risalita. Oppure invece si bocciano tutti condannando il lavoro di un intero gruppo e si riparte con atleti nuovi che non hanno vissuto il dramma della stagione precedente”.

Lei quale strada consiglia? Per me la soluzione giusta sta nel mezzo ovvero unendo giocatori che hanno voglia di riscattarsi dopo la retrocessione vissuta sul campo con nuovi acquisti in grado di integrarsi e dare da subito un forte apporto soprattutto a livello psicologico. La chiave per affrontare la Serie B è tutta nella motivazione”.

Per il popolo rossoblù sono giorni di grande amarezza: cosa si sente di dire loro?Dico che li capisco perché conosco l’amore di Bologna per la sua squadra e la grande partecipazione con cui vengono vissuti i suoi risultati. É logico provare tristezza perché la città e la storia di questa squadra meritano indubbiamente la Serie A molto più di altre realtà che invece vi sono rimaste. Poi però bisogna reagire, anzi dobbiamo reagire e mi ci metto dentro anch’io perché voglio bene al Bologna e a Bologna: servono forza e tenacia per riportare questa squadra dove merita di stare”.

C’è però una sorpresa finale al momento dei ringraziamenti per l’intervista concessa, quando Mazzone a sorpresa ribatte: “Sono io a ringraziare per avere avuto modo di parlare del Bologna in questo momento. Forse non sarei così contento neanche se si trattasse di festeggiare uno scudetto. Perché è in questi momenti di difficoltà che bisogna stringersi e voglio davvero trasmettere la mia vicinanza ai bolognesi. Con il nostro entusiasmo riporteremo tutti insieme il Bologna in Serie A”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti