di Matteo Ragazzi con la collaborazione di Manuel Minguzzi
Abbiamo contattato in esclusiva uno dei più amati ex allenatori del Bologna, artefice di quella splendida cavalcata fino alla semifinale di Coppa Uefa 1999. Carlo Mazzone dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, profondo amore verso il Bologna e la sua piazza, verso i campioni che ha allenato e quelli che non ci sono più. Uno in particolare: Klas Ingesson.
Caro Mazzone, segue ancora il Bologna?
"Si certo, seguo tutte le squadre che ho avuto piacere di allenare, dalla Roma all'Ascoli passando per Brescia".
Ecco, sabato c'è proprio Bologna-Brescia. Che ne pensa?
"Tifo per tutte le squadre che ho avuto il piacere di allenare, dove sono stato bene e in cui credo di aver lasciato ottimi ricordi. Quando ci sono certe partite mi dispiace perché tifo per entrambe. Spero sia un bel match. Ad ogni modo provo dispiacere quando una mia ex squadra retrocede o sta nelle parti basse della classifica così come spero che chi è in alto continui a fare punti. Specialmente per il Bologna, società dove sono stato tanti anni e a cui sono molto affezionato.
Come vede questo Bologna? C'è speranza per una promozione?
"Non voglio fare il professore perché da fuori è sempre facile parlare, diciamo che mi auguro che i rossoblù tornino in A. Faccio il tifo per loro".
Uno dei fari della squadra è Matuzalem, giocatore che lei ha allenato.
"Matuzalem è un giocatore importante, un playmaker che sa abbinare entrambe le fasi di gioco: possesso e non possesso. E' un elemento preziosissimo e spero, come sta facendo, che si esprima su alti livelli".
Nel passato il Bologna ha avuto altri grandi centrocampisti, uno di questi senza dubbio è Klas Ingesson.
"Sì, un professionista esemplare. Posso solo dire che ricordo Klas con tanto amore, ha avuto proprio una brutta morte. Era ancora giovane. Di lui posso solo parlare bene, è stata una grande persona ma non potrò più dirglielo".
E quella Coppa Uefa? Qui è ancora stampata nella nostra memoria.
"Sono i miei ricordi più belli, una cavalcata straordinaria che avrebbe meritato almeno il palcoscenico della finale. Quei momenti non li dimenticherò mai".
Allora c'era Gazzoni, mentre adesso sono sbarcati gli americani. Promettono di riportare il Bologna in alto.
"Purtroppo non ho concetti e nozioni per parlarne. Spero che facciano bene, Bologna, per storia, gloria e tifosi merita di tornare in Serie A e togliersi delle grandi soddisfazioni".
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