Il mercato di gennaio è ormai alle porte, e per il Bologna può essere l'occasione per migliorare la rosa e colmare quelle lacune che hanno portato la squadra ad un rendimento al di sotto delle aspettative in questa prima fase della stagione. Per parlare dei possibili scenari che questa sessione invernale potrebbe offrire, abbiamo contattato in esclusiva Malù Mpasinkatu, direttore sportivo, opinionista di calcio africano e internazionale e consulente per il mercato estero del Cesena.

Malù il mercato sta per cominciare, dove deve intervenire il Bologna secondo lei?

"In difesa innanzitutto, dove ci sono alcuni elementi di spessore ed esperienza, come Natali, che però non bastano, e poi anche negli altri reparti. A centrocampo manca un giocatore esperto che sappia ben interpretare entrambe le fasi di gioco, così da poter avere più soluzioni a disposizione e non solo quella della "palla a Diamanti", che alla lunga diventa prevedibile. Taider manca tanto a questo Bologna e ci vorrebbe uno come lui lì in mezzo. In attacco un innesto lo farei, anche se secondo me il parco attaccanti a disposizione di Pioli non è malvagio: Bianchi lo conosco bene, credo molto in lui e sono convinto che se comincia a segnare con regolarità può diventare il Gilardino dello scorso anno; poi ci sono Cristaldo, Moscardelli e Acquafresca, che contro il Siena non mi è dispiaciuto nonostante mancasse da tanto tempo"

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Il problema, quando si parla di mercato, è sempre quello del budget. Come investirebbe i soldi a disposizione? C'è qualche giovane che consiglierebbe a Zanzi?

"Quando il budget per gli acquisti è ridotto, bisogna provare a dare fiducia ai giocatori che si ha in casa. Il bello del calcio è che basta poco per invertire la rotta e smentire tutti, basti pensare a Curci che fino a qualche settimana fa sembrava smarrito, salvo poi mettere in fila prestazioni eccellenti risultando sempre il migliore in campo dei suoi. Oltre alla rivalutazione, la regola in questi casi è la lungimiranza: andare a cercare quei calciatori che nel lungo periodo possono rivelarsi utili alla causa. Investire nello scouting e nei viaggi può essere utile in tal senso. Nomi non ne faccio perché sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di Zanzi, quello che posso consigliare è cercare in quei Paesi tipo Scandinavia o Russia, nei quali i campionati sono fermi e i giocatori che arrivano sono già pronti per essere utilizzati, un po' come accadrà con Honda al Milan. Certo è che per i giovani Bologna rappresenta un ottimo trampolino di lancio, visti i tanti ragazzi che da qui hanno spiccato il volo verso grandi squadre, penso a Taider e Belfodil tanto per citarne due"

Riguardo al discorso della rivalutazione di ciò che si ha in casa, si parla tanto di Yaisien che però non ha ancora trovato il giusto spazio. Che giocatore è? Merita fiducia?

"Yaisien lo conosco già dai tempi del Psg, e il suo arrivo va a rinforzare la tradizione che il Bologna ha con i calciatori di origini francesi sin dall'approdo di Meghni. Nonostante l'età, Yaisien ha personalità e temperamento e lo ha dimostrato nello spezzone di gara contro il Siena, è normale che in questo momento di emergenza rischi di bruciarlo e dunque trovi poco spazio, ma è comunque un elemento che può dire la sua in futuro"

Una battuta anche sui Mondiali che si disputeranno durante la prossima estate. Quale delle compagini africane può andare più lontano?

"Non voglio creare false aspettative ed illusioni, dico solo che nel 2010 tutti si attendevano che passassero la prima fase almeno 5 delle 6 africane in competizione, e invece andò avanti solo il Ghana. Adesso la pressione mediatica è molto inferiore, visto che si gioca in Sudamerica. Il Ghana è quella che ha il girone più difficile ma paradossalmente è quella che ha più possibilità di passare, visto che tra le 5 africane che andranno in Brasile è la più concreta e può vantare calciatori di esperienza e caratura internazionale. Anche le altre comunque possono giocarsela, fare bene e prendersi una rivincita dopo la rassegna del 2010 che ha rappresentato un autentico fallimento"

Tornando al Bfc, la situazione sia sul campo sia a livello societario non è delle migliori. Che ne pensa di tutto ciò?

"Mi dispiace vedere il Bologna in questa situazione, quella rossoblù è una squadra che mi è sempre piaciuta anche per il fatto che per molti anni ci ha giocato il "mio fratellino" Mudingayi, che però non penso possa tornare a gennaio. E' un peccato, visto che ci sono squadre che con metà o anche meno del budget del Bologna, come Chievo e Cagliari, riescono ad allestire buone squadre"

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