Di Gianluca Boncompagni
Tuttobolognaweb ha intervistato in esclusiva Davide Bombardini, ex giocatore rossoblù dal 2007 al 2010. Nasce come centrocampista offensivo, ma poi venne anche utilizzato come terzino, dove grazie allo sfrozo e l'umiltà, fece bene. Queste le sue parole:
Domenica c’è Genoa-Bologna, partita delicatissima in ottica salvezza. Che tipo di sfida vedremo?
"Partita fondamentale, sinceramente il Genoa ultimamente sta facendo fatica e il Bologna potrebbe approfittare. Penso che l’importante sia che non perda".
Quindi basterebbe un punto o ne servono tre per sperare nella salvezza?
"Io a questo punto farei la corsa sul Sassuolo che gioca a Firenze, e penso che un punto potrebbe bastare per poi in casa col Catania vincere. Ovviamente è molto più facile a dirsi che a farsi".
Lei si aspettava una stagione così difficile per il Bologna?
"Si, me la aspettavo dall’inizio, perché l’organico è quello che è, e rispecchia la stagione del Bologna. E quando vendi il giocatore più significativo (Diamanti ndr), che può cambiare qualcosa, diventa una stagione nera. Già si faceva fatica prima, senza di lui si fa ancora più fatica e il problema del Bologna è che nessuno fa gol".
L’anno scorso c’era Gilardino in organico, quest’anno come dice Lei, si fa fatica a segnare. Perché?
"Gilardino è un signor attaccante e uno che i gol li ha sempre fatti. È una garanzia. Quelli che ha il Bologna in organico ora invece non si sono rivelati tali. Acquafresca e Bianchi i gol li potevano fare, ma hanno beccato una annata in cui non hanno mai visto la porta".
Adesso il bomber di Biella è proprio al Genoa prossimo avversario ed è diventato capitano dopo Portanova. Secondo Lei come vivrà la partita, potrebbe condannare la sua ex alla B...
"Gilardino è un bomber di razza se c’è la possibilità il gol lo fa. Non penso si faccia impietosire dal Bologna. Vorranno finire nei migliori del modi il campionato".
Lei in carriera ha fatto anche il terzino, come giudica l’assetto difensivo della squadra e il rendimento degli esterni?
"L’assetto difensivo lo giudico un mezzo disastro, ma non per la qualità dei difensori stessi, che ce l’hanno e l’hanno anche dimostrato, ma proprio per una questione di meccanismi e di tattica. Vedo cose senza criterio e pare del tutto assente un'organizzazione di squadra. Anzi, diciamo che non vedo una squadra".
E Ballardini che ha cambiato modulo tante volte, ha delle responsabilità?
"Non lo so. Quando l’allenatore cambia sempre è un brutto segno, ma è lui che vede i giocatori, che li allena, che è dentro e può giudicarli. Se cambia ha i suoi motivi. Uno le prova tutte, e lui ha cercato quello per riuscire ad avere un assetto migliore, ma non ci sono stati i risultati. D’altronde uno non può giudicare il lavoro del mister perché è lui che li vede ogni settimana. Pioli ha fatto male, Ballardini anche, l’organico è quello che è".
Secondo Lei, il Bologna ha i valori per rimanere in Serie A?
"Direi di si, alla fine. Ci sono squadre che hanno dimostrato di essere più deboli, come Catania e Livorno. Poi il Sassuolo è lì, e il Chievo ha qualcosa in più. Il Sassuolo ha degli attaccanti che fanno gol, ma dietro è un disastro. Se la giocherà con i neroverdi fino alla fine, che non hanno il calendario dalla loro parte, ma forse hanno una produzione offensiva che compensa alcuni difetti. Bisogna vedere".
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