E' stata una buona sgambata quella di ieri contro il Pontedera, squadra neopromossa in Prima Divisione (ex C1). In particolar modo durante il primo tempo il Bologna ha mostrato dei validi movimenti offensivi, con Lazaros e con soprattutto il più cercato Kone a sgroppare piacevolmente sulle rispettive fasce di competenza. La differenza, tuttavia, l'ha fatta il direttore d'orchestra che era mancato finora. Assente giustificato per le fatiche di Confederations Cup con la maglia azzurra, Alessandro Diamanti ha disputato ieri la prima amichevole stagionale, riconquistando senza fatica la leadership della squadra.
In quarantacinque minuti ha sfoderato svariati numeri appartenenti al suo repertorio: lanci millimetrici, passaggi filtranti, tacchi smarcanti. Non è stata affatto una dimostrazione circense qualunque, però, perché le giocate del capitano appartenevano tutte alla trama di gioco di cui sono entrate a far parte. Solo che giusto una persona sarebbe stata in grado di farle: lui.
E' sicuramente un piacere vedere che ieri Diamanti abbia messo in campo questa voglia, è un segnale importante che può fare ben sperare in vista del prossimo campionato. Una stagione che sarà importante per il Bologna, ma che sarà fondamentale per il nostro numero ventitrè. L'occasione di partecipare ai Mondiali del 2014 è tanto ghiotta quanto irripetibile, e anche Alino sa che un campionato da trascinatore dei rossoblù potrebbe farlo salire tra dieci mesi su quel volo per Rio de Janeiro. Dopo tutto abbiamo già avuto modo di vedere che la stima di Prandelli e l'affetto dei compagni di Nazionale (a volte pure troppo...) non mancano, quindi spetta solo a Diamanti confermare le buone cose che gli sono valse la maglia azzurra. Lo spera lui, lo spera tutta Bologna.
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