Dopo oltre un mese (27 ottobre, Bologna-Trapani 2-1) il Bologna torna alla vittoria, e lo fa contro una delle ipotetiche corazzate del campionato: il Bari di Paparesta, ringalluzzito dall’arrivo in panchina di Davide Nicola al posto di Devis Mangia. Un due a zero meritato, figlio di una partita a tratti aspra ma sempre estremamente godibile.
Nessuna sorpresa negli schieramenti iniziali, con il collaudatissimo 4-3-1-2 di Lopez opposto a 3-4-1-2 barese: Laribi e Sciaudone a muoversi sulle rispettive trequarti, con il primo che risulterà decisivo. Il Bari smentisce immediatamente quelli che pensano sia venuto al Dall’Ara a fare le barricate e parte forte, sfruttando fin da subito la falcata di Sabelli, ma nel primo quarto d’ora l’unico rilievo va fatto per il giallo di Oikonomou, decisamente sproporzionato. Fin lì il Bologna aveva lasciato sfogare gli ospiti, ma al primo vero affondo sfiora il vantaggio: azione sull’asse di destra (sarà il leit-motiv della gara), Zuculini crossa rasoterra per l’accorrente Bessa che col piatto da dentro l’area costringe Donnarumma a un doppio intervento, il secondo per levare ad Acquafresca il tap-in vincente. Gli uomini di Lopez sembrano aver preso le misure al Bari e macinano gioco, ma ahinoi qualche amnesia è sempre in agguato. Al 24’, infatti, Ceccarelli perde un banale pallone a centrocampo innescando così una ripartenza che porta Caputo a tu per tu con Coppola, ma il capitano spara sull’esterno della rete. Neanche dieci minuti dopo altra palla persa malamente dal Bologna che dà vita a un duello tra Galano e Coppola: prima un tiro da biliardo respinto in allungo dal portiere, poi sul proseguire dell’azione Galano si ritrova davanti all’estremo difensore che fa nuovamente buona guardia. Un doppio intervento salvifico, che tiene a galla il Bologna. I rossoblù sembrano però essersi dati una svegliata e, trascinati soprattutto da un sontuoso Zuculini, si riportano in avanti. Al 39’ nuovo attacco sulla fascia destra e stavolta è Ceccarelli a crossare per Acquafresca che gira al volo, ma Donnarumma compie un vero miracolo e leva la palla da sotto la traversa. Quando il primo tempo sembra ormai avviato su un risultato di giusta parità, però, accade quello che non ti aspetti: bella combinazione al limite dell’area tra Cacia, Acquafresca e Laribi, con quest’ultimo che scocca una freccia centrale ma sulla quale Donnarumma compie una signora papera e il pallone si infila in rete per l’uno a zero casalingo. Non c’è nemmeno il tempo di riprendere il gioco: si va all’intervallo e il Bologna è in vantaggio.
Andare sopra in un momento del genere garantisce sempre un sprint psicologico, ma il Bari il colpo non sembra davvero averlo accusato perché la partenza della ripresa è tutta di marca biancorossa. Per i primi dieci minuti, infatti, il Bologna fatica a superare la metà campo, tuttavia di veri pericoli non ne corre. Passata la furia iniziale gli uomini di Nicola arrancano, consentendo ai rossoblù di allentare la tensione, e per rialzarla immediatamente il tecnico barese opta per un doppio cambio che rende completamente offensiva la trazione dei suoi: dentro De Luca e Stevanovic quando siamo al 62’, con lo schieramento che resta lo stesso ma ovviamente più sbilanciato. La mossa non dà però i risultati sperati, anzi quattro minuti più tardi è Acquafresca a divorarsi il raddoppio: traversone dalla destra di Laribi, colpo di testa dell’attaccante dal limite dell’area piccola che finisce fuori di un metro. Era da solo, una chance da gestire molto meglio. Non bisogna però attendere molto per vedere la rete del Bari gonfiarsi di nuovo, perché se al 70’ il tiro di Laribi termina alto di un niente, un minuto più tardi no. Discesa di Zuculini (mvp assieme all’ex Sassuolo) sulla destra, cross in mezzo sporcato dalla difesa e, sul secondo palo, proprio Laribi si avventa sulla sfera per appoggiare in rete la doppietta. Un vantaggio di due gol sufficiente ad affrontare la “zona-Bologna” con maggiore tranquillità, e infatti a parte una conclusione di Stevanovic grandi cose non ne accadono. Fino al 92’, quando Oikonomou lascia scorrere un pallone che non dovrebbe lasciar scorrere, consentendo a Caputo di infilarsi e costringendo così il greco a fermarlo con le cattive: secondo giallo e niente Catania per lui, così come niente Catania per Cacia, diffidato e ammonito per una dubbia simulazione durante i primi quarantacinque minuti.
Sono le uniche note negative di una partita vinta meritatamente dal Bologna, con meno gioco, forse, ma sicuramente più cinismo. E ora è terzo posto in solitaria: bene così.
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