A tre giorni dalla sfida serale contro il Brescia tocca a uno dei leader di questa squadra rispondere alle domande dei giornalisti: Ferdinando Coppola. Il portiere assicura che, dopo l’unico punto in due partite contro Livorno e Carpi, il morale non è calato: “Assolutamente no. In Serie B l’importante è dare continuità e noi l’abbiamo data con le prestazioni, anche se non sempre sono arrivati i tre punti. Ma anche piccoli passi come quello fatto contro il Carpi sono importanti”. Contro il Carpi è arrivato un punto, mentre a Livorno nel finale si è persa una grossa occasione. Dieci minuti che, però, non fanno mettere in dubbio la personalità della squadra: “Abbiamo un buon mix di esperienza e di qualità che portano i giovani quali vigore, entusiasmo e freschezza atletica: possiamo ritenerci pronti. Il campionato è ancora lungo e miglioreremo ancora a livello di personalità ed esperienza, perché sono convinto che la partita di Livorno ci farà tenere le antenne dritte quando ci troveremo ad affrontare una situazione simile”. Al Picchi fu la difesa ad andare in difficoltà nei minuti finali, un reparto che comunque Coppola, da osservatore privilegiato quale è, ritiene adeguato: “Il nostro pacchetto di centrali è ben assortito, e senza voler fare un torto a nessuno vorrei spendere una parola in più a favore di Maietta: la sua esperienza e il suo carisma coinvolgono tutti, soprattutto quelli più vicini a lui”. Sicuramente un maestro importante per i suoi giovani compagni: “Per Oikonomou, Ferrari e Paez è un riferimento costante, è un leader. E questi tre sono giocatori con l’ambizione di tagliare traguardi importanti, e sono convinto si possano togliere delle soddisfazioni”. In squadra c’è poi anche un altro che riserva una cura maniacale per la fase difensiva: “Il mister e lo staff tecnico curano quotidianamente i particolari del reparto”.
Coppola ha centrato quattro promozioni dalla B alla A durante la sua carriera, e su quale debba essere la costante per centrare l’obiettivo non ha dubbi: “Bisogna creare un gruppo che metta da parte l’io e ragioni con il noi. Un gruppo sano, senza pettegolezzi, che a fine partita gioisca unito anche se qualcuno non ha partecipato alla vittoria. Un gruppo che possa reagire ai momenti critici. Tutte affinità – osserva – che sto riscontrando anche ora”. Anche sul fatto se sia più facile ottenere la promozione da favoriti o da sorprese il portiere ha le idee chiare: “Da favoriti, perché costruisci quotidianamente l’obiettivo, lo fai tuo da subito e impari a convivere con la tensione. Il gruppo di una squadra rivelazione accetta più serenamente la sconfitta, e questo non è sinonimo di una mentalità vincente: la sconfitta va accettata per dare il merito agli avversari – afferma – ma poi dentro devi stare male e capire subito come ripartire”. Parole da veterano, parole di uno che in spogliatoio si deve fare sentire spesso: “Quando sono arrivato qui, in spogliatoio ho fatto la mia solita premessa: sarò il più antipatico e il più pesante, non solo a livello di bilancia. Sono un martello, ma senza arroganza e presunzione perché so di essere il primo a sbagliare. Devo essere il primo a dare l’esempio per ottenere rispetto. Mi batto – rivela – anche per l’alimentazione dei compagni nonostante non sia un elemento che mi competa direttamente. Ma i medici mi capiscono”. Concetti come quello che non si vince solo con la maglia sono stati detti da tanti, e lui lo conferma: “Sì, è vero, e l’ho detto più volte anche in spogliatoio, in maniera più o meno forte”. Qualche consiglio non può mancare nemmeno per Stojanovic, col quale ha vinto il ballottaggio per il posto da titolare: “Lo massacro tutti i giorni, penso che sia un portiere importante. Però deve imparare a curare altre situazioni extra calcistiche”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA