In questa settimana le voci del presidente Guaraldi e del direttore generale Zanzi si sono sostanzialmente unite nel difendere l'operato della dirigenza rossoblù sul mercato e nel ribadire la difficoltà del momento economico mondiale anche a livello calcistico. Detto che tutti noi conosciamo bene quanto sia difficile avere denaro da spendere, resta evidente che la soluzione migliore resta sempre quello di spendere bene il poco che si possiede. L'analisi più corretta in questo caso è quella comparativa e per svilupparla si possono usare i dati forniti annualmente dalla Gazzetta dello Sport. Il primo livello parte dalla comparazione degli ingaggi principali a livello di ruoli: in pratica Della Rocca (0,55 milioni di ingaggio annuo), Bianchi (0,9), Cristaldo (0,5) e Crespo (0,35) hanno di fatto preso il posto rispettivamente di Guarente (0,38), Gilardino (1,2), Gabbiadini (0,4) e Motta (0,6). A questi dati possiamo poi sommare gli adeguamenti e i prolungamenti di alcuni contratti già in essere come quelli di Diamanti (da 1 a 1,5), Perez (da 0,7 a 0,5), Garics (da 0,52 a 0,45) e Kone (da 0,38 a 0,45) e trarre le prime conclusioni. Il Bologna in questo modo sembra aver sostanzialmente pareggiato il conto tra gli ingaggi dello scorso anno e quelli della stagione appena iniziata almeno in riferimento ai giocatori tra cui Pioli sceglierà di volta in volta i titolari. Il secondo livello di analisi però porta a confrontare il club rossoblù con tutti gli altri che militano in Serie A ed è proprio a questo punto che iniziano i problemi. Innanzitutto basti pensare che Diamanti guadagna più del tesserato più caro di ben sei squadre (Atalanta, Genoa, Sampdoria, Verona, Udinese e Parma), lo stipendio da 0,85 milioni di Acquafresca supera quello di tutti i giocatori di altre quattro (Torino, Catania, Sassuolo e Cagliari) e addirittura nessun giocatore del Livorno riceve un salario pari o superiore a quello di Garics (0,45 milioni) ovvero il quattordicesimo più pagato del Bologna. Se già queste cifre sembrano inquietanti, il quadro peggiora ancora scendendo nel dettaglio e paragonando gli ingaggi dei singoli rossoblù con quelli di alcuni altri tesserati che giocano nello stesso ruolo. Il dimenticato Acquafresca ad esempio guadagna più di Amauri (0,75), Insigne (0,7), Bergessio (0,6), Muriel (0,42) e Thereau che arriva appena a 0,3 milioni come Agliardi. Passando al centrocampo scopriamo invece che un'altra riserva come Pazienza (0,65) pareggia il romanista Florenzi e supera colleghi come Cigarini (0,6), Nainggolan (0,55) e Parolo (0,35). Ci sono poi casi eclatanti come Basta e Bonaventura che non raggiungono a fine anno gli introiti garantiti a Garics o come i cagliaritani Sau e Ibarbo a cui Cellino riconosce uno stipendio pari a quello di Yaisien (0,2 milioni). Un discorso a parte merita poi il nuovo ingaggio del capitano Diamanti, fresco di prolungamento, che guadagna quanto campioni assoluti come i nerazzurri Samuel e Zanetti che si sono appena ridotti l'ingaggio e che con i suoi 1,5 milioni di euro all'anno sarebbe uno dei primi undici ingaggi in ben sei top team della Serie A che hanno sicuramente potenzialità economiche ben superiori a quelle del Bologna: Fiorentina, Lazio, Napoli, Inter, Roma e Milan. Alla luce di tutto questo la risposta alla domanda del titolo sembra abbastanza ovvia.

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