È arrivato per provare a rafforzare una delle zone del campo più deficitarie del Bologna, quella fascia sinistra che tanto ha sofferto nelle ultime stagioni. E, Marek Cech, ci proverà portandosi dietro i cinque titoli nazionali vinti in carriera tra Portogallo, Repubblica Ceca e Slovacchia: un curriculum internazionale di tutto rispetto, dunque. Una carriera da cui il terzino attinge anche la scelta del numero di maglia, quel 35 già avuto al Porto e che gli ha portato fortuna. Il primo slovacco della storia del club rossoblù arriva sotto le Torri con due anni di ritardo, poiché già nel 2011 Salvatore Bagni aveva provato ad acquistarlo: “Preferii il Trabzonspor al Bologna – ammette con franchezza – perché avrebbe giocato la Champions League”. A conferma che, nella sua storia calcistica, ha militato quasi sempre in società che lottavano per i piani alti della classifica, mentre ora si troverà a giocare per la salvezza: “Non sarà la prima volta – puntualizza – mi è già successo al West Bromwich Albion dove prima siamo retrocessi e poi abbiamo subito vinto la Championship”. Il suo ruolo preferito è quello di terzino sinistro, e la sua permanenza in squadre che le partite le impostavano all’attacco ha influenzato il suo stile di gioco: “Mi diverte giocare offensivo, infatti – spiega – le mie caratteristiche migliori sono quelle di fornire assist e arrivare al tiro dalle retrovie”. L’esperienza internazionale di Cech non si limita all’aver preso parte ai campionati di mezza Europa, poiché il ragazzo è anche un elemento fisso della nazionale slovacca, con all’attivo 53 presenze e 5 reti: “Sì sono sempre stato convocato in Nazionale negli ultimi anni, anche se adesso c’è un nuovo allenatore e vedremo come andranno le cose”. In Nazionale, oltretutto, ha avuto modo di dare un dispiacere all’Italia ai Mondiali del 2010: “Non giocai quella partita, ma fu una bella esperienza. Era la prima volta della Slovacchia ai Mondiali – prosegue – e per noi battere l’Italia e arrivare agli ottavi fu un grandissimo risultato”. Domenica con la trasferta di Napoli inizia il campionato, ma anche lui come Diego Perez paga la mancanza della preparazione estiva: “Il mio contratto con il Trabzonspor è finito il ventisei luglio, e dopo mi sono allenato da solo. Non sono fuori forma – osserva – ma comunque mi serviranno una o due settimane di tempo per arrivare al top”. Sarà quindi difficile vederlo in campo contro il suo connazionale Marek Hamsik: “È un mio grande amico, in Nazionale siamo compagni di stanza. Ci siamo già sentiti ed è felice che io sia qua, però non abbiamo parlato dei Napoli-Bologna dell’anno scorso: forse – scherza – ha preferito di no per come sono finiti”. Con il Bologna ha firmato un contratto annuale con opzione per il secondo, e i suoi obiettivi stagionali sono molto chiari: “Voglio riuscire a giocare regolarmente, mi piacerebbe restare in Serie A il più a lungo possibile. Poi – continua – vorrei vincere qualcosa con il Bologna, o magari arrivare alla finale della coppa nazionale come lo scorso anno in Turchia”. Il concetto di 'alzare l'asticella', evidentemente, si aggira ancora per lo spogliatoio.

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