Tocca a Gianni Morandi, ormai presentatore ufficiale dei nuovi acquisti rossoblù, introdurre Daniele Cacia, “il bomber che il Bologna voleva. Speriamo che con i suoi gol la squadra dia spettacolo e faccia divertire i tifosi”. Essere presentati da un personaggio di questo calibro non capita praticamente mai: “Non me l’aspettavo infatti – esordisce l’attaccante – è un onore. Anche essere a Bologna: quando sai che una squadra del genere ti cerca non ci puoi rinunciare”. Dopo i convenevoli, però, meglio passare agli argomenti concreti. I suoi obiettivi, ad esempio, sia di squadra sia personali: “Bologna non merita la B, per cui l’obiettivo è vincere subito il campionato per riportarlo dove gli compete. A livello personale – prosegue – punto a dare il mio contributo. Certo mi piacerebbe ripetere la stagione di due anni fa a Verona, ma se dovessi fare solo dieci gol e vincere il campionato va bene lo stesso”. Già, il Verona: ventiquattro gol per trascinare gli scaligeri in serie A e poi solo panchina alle spalle di Luca Toni: “Da oggi in poi è una pagina chiusa. È normale che dopo tanti gol mi sarei aspettato di più, ma non voglio tornare sull’argomento: voglio parlare di cose belle”. Cresciuto guardando Vialli e Mancini, orbitando attorno all’area di Piacenza ha avuto modo di conoscere e apprezzare Filippo Inzaghi, a cui si ispira per i movimenti in campo: “Vado molto in profondità, e attacco sempre e comunque la porta. Ho fatto bene sia giocando a due sia a tre attaccanti – spiega – ma con qualunque modulo i miei movimenti sono sempre quelli”. Il campionato di B lo conosce molto bene, e sa che ci sarà da soffrire: “Non ci possiamo permettere cali di concentrazione – avverte – molte squadre faranno la partita della vita contro di noi. Per la costruzione della squadra non mi pongo problemi, perché parto dal presupposto che siano i dirigenti i primi a voler tornare in A: l’acquisto di Maietta, mio capitano a Verona e calabrese come me, va precisamente in questo senso”. Ancora non ha avuto modo di parlare approfonditamente con Lopez (“da uno come lui posso solo ascoltare e imparare”), ma per giocare uno scampolo di partita domani contro il Sassuolo si sente pronto: “Cinque minuti, un quarto d’ora: deciderà il mister. Sono abbastanza in forma perché mi sono allenato per un mese da solo, però mi manca tanto la palla”. Per lui contratto annuale con opzione per il secondo, legata a vari obiettivi personali e di squadra. Il numero deve ancora essere deciso, così come gli altri del resto, anche se lui ha vissuto una carriera con il nove sulle spalle: “Sono molto scaramantico, se all’intervallo non ho ancora segnato capita che cambi gli scarpini. Quando a Verona ho dovuto prendere l’otto non ero contento. Però poi ho fatto ventiquattro gol…”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA