Un Bologna concreto e indomito sbanca Lanciano e conquista la seconda vittoria in quattro giorni, uscendo alla grande dalla “crisetta” aperta dalla sconfitta di Avellino e concludendo col botto un anno solare a dir poco avaro di soddisfazioni, ma che ad oggi vede una squadra costruita tra mille difficoltà al secondo posto in classifica, a braccetto con il Frosinone. L’aria natalizia (o, chissà, l’investitura di Corvino a nuovo responsabile dell’area tecnica) deve aver fatto bene alla truppa di Lopez e, se dopo il passo falso del Partenio si era parlato di una squadra capace di vincere una sola partita su otto, le due vittorie a cavallo del Natale ci consegnano un Bologna capace di conquistare 12 punti nelle 7 partite di un mese che, calendario alla mano, si preannunciava tutt’altro che semplice. Un mese iniziato con la sfortunata trasferta di La Spezia e concluso ieri da una partita per certi versi antitetica rispetto a quella in terra ligure.

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BESSA E CECCARELLI OUT, IMPROTA ANCORA SPALLA DI CACIA – Squadra che vince non si cambia, una legge non scritta del calcio e dello sport che Lopez segue alla lettera, riproponendo di fatto lo stesso undici vittorioso contro la Pro. L’unica eccezione è rappresentata dal rientro in cabina di regia di Matuzalem, con Casarini preferito a Bessa nel ruolo di mezzala sinistra. Un po’ a sorpresa, il tecnico uruguaiano decide di confermare capitan Garics sull’out di destra, mentre la scelta di Improta (anziché Acquafresca) al fianco di Cacia rispecchia le impressioni della vigilia. Sul fronte opposto, D’Aversa conferma il consueto 4-3-3, scegliendo il giovane Agazzi per rimpiazzare gli assenti Paghera e Bacinovic nel cuore del centrocampo frentano e preferendo Grossi a Vastola nel ruolo di mezzala sinistra.

GRAN REGALO DI PICCOLO IN AVVIO, POI IL BOLOGNA CRESCE – Nemmeno il tempo di annotare le scelte dei due tecnici che il Lanciano ha subito l’occasione per indirizzare la partita a suo favore: Piccolo si infila centralmente nella difesa del Bologna, sfruttando un errore in disimpegno di Casarini, e disegna un filtrante perfetto per Gatto. L’ala rossonera si trova così a tu per tu con Coppola, che in uscita lo stende, costringendo il signor Ghersini ad ammonire l’estremo difensore rossoblù e soprattutto a decretare la massima punizione in favore dei padroni di casa. Sul dischetto si presenta Piccolo, ma il numero 10 del Lanciano strozza troppo il proprio tentativo di realizzazione, spedendo il pallone a lato, probabilmente disturbato da un Coppola bravo ad intuire le intenzioni del proprio avversario. Lo scampato pericolo non sveglia il Bologna, che per tutto il primo quarto d’ora fatica a sviluppare il consueto possesso palla e che soffre le repentine accelerazioni degli avversari, specie sul fronte destro del proprio schieramento, dove Zuculini e soprattutto Garics faticano a limitare la verve di Mammarella, Grossi e Gatto. Superate le difficoltà iniziali, il Bologna cresce, rinunciando a verticalizzare il gioco e costruendo con più pazienza le proprie trame di gioco. La scelta del Lanciano di non pressare i portatori di palla rossoblù (in particolare i due centrali difensivi), aspettando gli avversari compatti nella propria trequarti e pronti a ripartire, non paga, perché le occasioni più pericolose dell’ultima mezzora del primo tempo sono tutte di marca felsinea. Al 21’ Masina (altra prestazione convincente da parte dell’italomarocchino) fa valere i propri centimetri anche in fase offensiva e trasforma un lancio lungo di Oikonomou in una preziosa sponda per Cacia, che calcia bene, ma non riesce a sorprendere Nicolas, attendo a neutralizzare il tentativo dell’avanti rossoblù. Passa poco più di un minuto e l’estremo difensore brasiliano si ripete, distendendosi sulla propria destra per respingere in corner una bella conclusione dal limite dell’area di Casarini, imbeccato da Garics sugli sviluppi di un corner. L’unica conclusione degna di nota del Lanciano è quella di Piccolo a metà frazione, mentre il Bologna riesce a rendersi pericoloso al 33’ con un colpo di testa di Zuculini (su cross di Casarini) di poco a lato e un minuto più tardi con uno dei pochi lampi di Laribi, che pesca Cacia da solo nel cuore dell’area avversaria; il controllo del numero 9 rossoblù non è all’altezza, ma per poco il maldestro intervento di Troest non si trasforma in un regalo per il Bologna, visto che la palla tocca lo stinco di Cacia, accarenza la base esterna del palo per poi spegnersi a lato.

ANCORA UNA PARTENZA-SHOCK, IL BOLOGNA BARCOLLA – L’inizio della ripresa ricalca in larga parte quello della prima frazione di gioco, con il Lanciano decisamente più intraprendente rispetto a quello di fine primo tempo. La prima vera occasione potrebbe però costruirla il Bologna dopo nemmeno 4’ di gioco, ma Zuculini getta alle ortiche un’ottima opportunità, sbagliando un lancio a campo aperto con il quale avrebbe potuto mandare sia Cacia che Improta a tu per tu con Nicolas. Non passano nemmeno due minuti che il Lanciano trova il gol del vantaggio: dalla trequarti Grossi disegna una parabola perfetta, che trova Monachello in mezzo all’area; l’attaccante frentano è bravo a sfruttare il buco di Oikonomou, che valuta male la traiettoria del pallone (un po’ come avvenuto in occasione del gol di Caracciolo in Bologna-Brescia 1-2) e ad addomesticare il pallone di testa e a spedirlo in rete con una deliziosa quanto bruciante girata al volo di sinistro. Il Bologna subisce il colpo e per una decina di minuti rimane in balia degli avversari, che al 58’ hanno sui piedi la palla del ko: Piccolo crossa in area una palla con il contagiri per Monachello, perso da Garics e tutto solo in area; la sponda dell’attaccante di proprietà del Monaco è perfetta, ma Gatto, a non più di tre metri dalla porta, si fa ipnotizzare da Coppola, tirando addosso al portiere napoletano una palla che non chiedeva altro che essere infilata in porta. Il Bologna è ad un passo dal tracollo, ma è proprio qui che inizia la rimonta dei rossoblù.

UNO-DUE DI CACIA E IL BOLOGNA VOLA – Dopo una buona opportunità confezionata da Zuculini e Improta ma disinnescata da Ferrario, i due allenatori effettuano la prima sostituzione della partita: D’Aversa mette dentro Thiam rinunciando un po’ a sorpresa a Monachello, mentre Lopez inserisce forze fresche a centrocampo avvicendando Casarini con Bessa. Per una volta, il tecnico uruguaiano è fortunato nel cambio, visto che proprio dal piede del giovane italobrasiliano nasce l’azione del gol del pari: raccolta una respinta della retroguardia frentana, Bessa allarga per Masina, che confeziona l’ennesimo cross della propria partita e serve Laribi in mezzo all’area; la conclusione del trequartista rossoblù è murata da Ferrario, favorito dal posizionamento non proprio felicissimo di Cacia, troppo vicino al compagno di squadra; fortuna vuole che la palla rimbalzi proprio a due passi dalla punta catanzarese (fino a quel momento assai deludente) che, anticipando l’accorente Zuculini, sbatte la palla in fondo al sacco, interrompendo un digiuno lungo quasi 600’ (l’ultima rete Cacia l’aveva messa a segno nella già citata trasferta di La Spezia) e regalando al Bologna il punto del pari. La storia si ripete pochi minuti più tardi: al 24’ Lopez toglie Improta (piccolo passo indietro rispetto alla sfida con la Pro Vercelli per lui) e inserisce Acquafresca e un paio di minuti più tardi è proprio l’attaccante piemontese a procurarsi il corner da cui nasce il gol che decide l’incontro; Laribi è bravo a trovare Cacia tutto solo al vertice dell’area piccola e per il bomber calabrese, colpevolmente dimenticato dalla retroguardia frentana, è un gioco da ragazzi imbucare Nicolas e mettere a segno la prima doppietta in maglia rossoblù. Quello di Cacia è anche il sesto gol su palla inattiva del Bologna in una stagione in cui più volte i rossoblù hanno gettato al vento punti preziosi in situazioni speculari. L’ultimo quarto d’ora di gioco vive sul vano tentativo dei padroni di casa di riacciuffare una partita ormai persa, in cui il Bologna ha pure l’occasione – ancora con Cacia – per incrementare il bottino, ma il ritrovato bomber, imbeccato da Laribi, strozza troppa l’incrociato, con la palla che si perde a lato. Un paio di ottime chiusure di Oikonomou (che si fa così perdonare l’errore in occasione del gol di Monachello) spengono le ultime fiammate del Lanciano, che trova così la terza sconfitta del campionato, la seconda al Biondi dopo l’1-5 subito dal Frosinone.

E ORA AVANTI TUTTA VERSO L'OBIETTIVO SERIE A – Per il Bologna si tratta invece del quarto successo esterno, il secondo (e ultimo, ahinoi) in Abruzzo, dopo il 3-2 di Pescara che fu anche la prima vittoria dei rossoblù in questo campionato. I numeri dell’incontro parlano di una netta superiorità dei rossoblù nel possesso palla (61-39 le percentuali finali), che però non si è tradotta in una maggiore pericolosità rispetto agli avversari, visto che le conclusioni in porta e totali delle squadre sono in perfetta parità (5/14) e che il Lanciano potrà recriminare a lungo per il rigore fallito da Piccolo in avvia e per la giotta occasione che Gatto si è mangiato poco dopo il vantaggio di Monachello. Ad ogni modo, il Bologna ritrova un successo esterno che mancava da più di due mesi (2-1 a Latina) e che porta a 16 il conto dei punti conquistati dagli uomini di Lopez lontano dal Dall’Ara. Un bottino più che soddisfacente, secondo (per un punto) solamente a quello di un Carpi che di fermarsi proprio non ne vuole sapere, ma che avrebbe potuto essere più cospicuo se il Bologna, anche a Livorno, Spezia, Catania e Avellino, fosse stato tanto cinico quanto a Lanciano. Ora però bisogna guardare avanti, senza piangere sul latto versato, e il fatto di poter vivere serenamente la pausa invernale, dall’alto di un secondo posto che quasi nessuno aveva pronosticato alla vigilia del campionato, non potrà che far bene ad un Bologna che il 17 gennaio riprenderà – chissà quanto rinnovato – al Dall’Ara contro il Perugia la propria rincorsa alla promozione in Serie A.

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