Nel turno infrasettimanale valevole per la ventinovesima giornata di campionato, il Bologna ospiterà un Latina completamente diverso da quello che i rossoblù incontrarono e batterono un girone fa per 2-1. In quella domenica pomeriggio di inizio ottobre furono decisive le reti segnate da Oikonomou e Zuculini nel corso della prima frazione di gioco e il rigore parato a Crimi da Coppola pochi minuti prima del raddoppio rossoblù.

IL CAMPIONATO DEL LATINA – È una squadra in salute il nuovo Latina di Mark Iuliano, promosso ad allenatore della prima squadra durante la sosta invernale e capace di conquistare 4 vittorie in 7 partite, le ultime 3 delle quali consecutive contro Pescara (2-0), Ternana (0-2) e Trapani (1-0). Nemmeno un gol subito, dunque, dai laziali nelle ultime tre uscite, un campanello d’allarme per l’asfittico Bologna delle ultime uscite, anche se va detto che sono diverse le occasioni mancate (anche clamorosamente) dagli ultimi avversari. I 9 punti conquistati nelle ultime due settimane hanno permesso ai nerazzurri pontini, finalisti playoff nella passata stagione, di uscire per la prima volta nella stagione dalle sabbie mobili della zona retrocessione e di issarsi al quattordicesimo posto in classifica con 33 punti conquistati in 28 giornate. Il momento d’oro dei laziali è la dimostrazione di come la guida di Iuliano (ex della partita) il Latina abbia trovato non solo quell’equilibrio che alcune scelte societarie avevano fatto mancare, ma anche quel po’ di buona sorte che non guasta mai.

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DA TENERE D’OCCHIO – Il giocatore più caldo tra i Leoni alati è sicuramente Federico Viviani (1992): il centrocampista scuola-Roma è il capocannoniere del Latina con 6 reti, 3 delle quali segnate nelle ultime tre uscite (doppietta con il Pescara e “cucchiaio” su rigore nel recupero della sfida di venerdì con il Trapani), impreziosite dall’assist per il gol di Valiani a Terni; pericoloso dalla distanza e sui calci piazzati, Viviani è il perno di un centrocampo che proprio con Francesco Valiani (1980), altro ex della partita e protagonista dell’ultima promozione con il Bologna di Cazzola e Arrigoni, e Marco Crimi (1990) è di fatto il reparto più forte e ricco di talento dei pontini. Il pilastro della retroguardia nerazzurra è Paolo Hernan Dellafiore (1985), arrivato a inizio stagione Lazio dal Siena via-Parma (che ne deteneva il cartellino) e affiancato da un altro ex-Parma, il possente Riccardo Brosco (1991). Sulla destra occhio ad Angelo (1981), terzino capace di grandi giocate in fase offensiva e di gravi amnesie quando c’è da difendere, mentre in avanti l’unico sopravvissuto alla rivoluzione di gennaio è Michele Paolucci (1986), fin qui autore di appena 2 gol.

MERCATO – Fin qui i problemi maggiori il Latina li ha avuti in attacco ed è proprio questo il reparto che il d.s. Facci ha provato a rinforzare con più attenzione, scegliendo di rinunciare a quello che fino alla cessione era stato il miglior marcatore della squadra, Ferdinando Sforzini, ceduto alla Virtus Entella in cambio di Gianluca Litteri (1988), ancora a secco con la nuova maglia. Oltre a lui, i pontini hanno puntato sul nigeriano Nnamdi Oduamadi (1990), già a segno al Dall’Ara in questa stagione, con la maglia del Crotone, e il macedone Stefan Ristovski (1992), tornato in prestito a Latina dopo la breve parentesi con la maglia del Parma; se ne sono invece andati Stefano Pettinari (al Pescara) e Andrea Petagna (al Vicenza). Anche negli altri reparti, il Latina ha messo a segno acquisti importanti, in particolare a centrocampo con Ruben Olivera (1983), assente per infortunio nelle ultime tre partite (Buchel può tirare un sospiro di sollievo: mancherà anche domani) e sull’out di sinistra con Masahudu Alhassan (1992), nuovamente in prestito dall’Udinese, come già avvenuto nella passata stagione.

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