Con la collaborazione di Luca Lollini
Il Brescia Calcio, fondato nel 1911, è il club che vanta il maggior numero di presenze in Serie B, ben 57 con quella in corso. Sta attraversando un periodo di difficoltà economico molto grave, che ha messo a rischio l’iscrizione al campionato durante l’estate. Adesso la società è, di fatto, di proprietà di Ubi Banca, che ha preso il controllo imponendo le dimissioni dello storico presidente Gino Corioni. Amministratore unico del club è ora Luigi Ragazzoni, che ha recentemente dichiarato come i debiti del club ammontino a trentacinque milioni di euro, e che nessuno si sia fatto avanti per rilevarlo.
ALLENATORE – Ivo Iaconi (1956) allena il Brescia dal marzo scorso, quando è subentrato a Cristiano Bergodi. I 22 punti in 15 partite gli sono valsi la riconferma per questa stagione, dove però non sta facendo benissimo. Con 14 punti in 13 gare, infatti, le Rondinelle sono solamente una lunghezza sopra la zona playout, e la sconfitta interna contro il Pescara nell’ultimo turno è un segnale preoccupante. Si parla di panchi+n a traballante per Iaconi, ma la società gli ha garantito la fiducia, anche a causa dei problemi economici: uno stipendio in più in questo momento è l’ultima cosa che serva.
MODULO – Dopo un inizio di campionato fondato sul 4-4-2, nelle ultime giornate Iaconi è tornato al 3-5-2 suo marchio di fabbrica, usato anche nel finale di stagione scorso.
PORTA – Stefano Minelli (1994) è il portiere titolare del Brescia. Ennesimo talento coi guantoni prodotto dal vivaio della Leonessa (Cragno e Leali altri nomi recenti di rilievo), è alla prima stagione da numero uno dopo aver esordito in Serie B alla penultima giornata del campionato passato.
DIFESA – Da quando è passato alla difesa a tre, Iaconi non ha mai schierato lo stesso pacchetto di arretrati, sintomo di un’alchimia che stenta a essere trovata. Valerio Di Cesare (1983) è un difensore centrale puro cresciuto nella Lazio, ma con un passaggio anche nelle giovanili del Chelsea. Al Brescia dall’anno scorso, è ormai un’istituzione della Serie B, dove conta 211 presenze; è un giocatore molto irruento (citofonare Baldanzeddu) e dal cartellino facile. Antonio Caracciolo (1990) è un terzino destro adattabile anche come centrale, di proprietà del Brescia dal 2012; cresciuto nell’Inter, l’anno passato è andato a farsi le ossa alla Cremonese in Prima Divisione, segnando anche tre reti. Edoardo Lancini (1994) è un centrale cresciuto nelle giovanili azzurre e dalla stagione scorsa nel giro della Prima Squadra; fisico di rilievo, si è fatto ammonire in tutti e tre gli incontri disputati in questo campionato. Nel ruolo di centrale difensivo sono stati impiegati anche il terzino sinistro senegalese Racine Coly (1995), al Brescia dall’anno scorso, e soprattutto il capitano Marco Zambelli (1985), uomo di fascia destra naturale utilizzabile anche come esterno del centrocampo a cinque; con le Rondinelle da quando aveva quindici anni, sente sicuramente più degli altri il periodo difficile che stanno attraversando dentro e fuori dal campo. Passato (anche in Serie A) da centrocampista ma presente da centrale difensivo anche per Alessandro Budel (1981), utilizzato nel ruolo con costanza fino alla partita con il Crotone, ma indisponibile per sabato (e probabilmente per il resto della stagione) a causa della rottura del legamento crociato anteriore sinistro.
CENTROCAMPO – Tanta qualità nel reparto di mezzo delle Rondinelle, nel quale spiccano i nomi di due giovani davvero promettenti come Ahmad Benali e Ismail H'maidat. Ahmad Benali (1992) è un classico centrocampista centrale universale; cresciuto nel vivaio del Manchester City e trasferitosi a Brescia all’inizio del 2012/13, l’anglolibico è diventato un punto fisso della mediana delle Rondinelle a partire dalla stagione successiva e quest’anno, nonostante il rendimento altalenante della propria squadra, si è distinto anche in zona gol, tanto da essere (insieme a Caracciolo) il capocannoniere stagionale con 4 reti e da meritare il soprannome di “nuovo Hamsik”; il suo futuro è lontano dal Brescia (tra le squadre interessate alle sue prestazioni pare esserci anche il Bologna), ma sabato sera sarà uno degli uomini da tenere maggiormente sott’occhio. Ismail H'maidat (1995), ingaggiato in estate a titolo gratuito dall’Anderlecht, sta trovando sempre più spazio nell’undici titolare di Iaconi. Impiegato prima come seconda punta e poi come trequartista, nelle ultime apparizioni il giovanissimo olandese di origini marocchine è stato impiegato nel ruolo di centrocampista con licenza di offendere; le sue qualità hanno stuzzicato diverse squadre, tra le quali West Ham, Sassuolo e Milan. A fianco di queste due vere e proprie promesse, Simone Bentivoglio (1985) agisce come uomo d’ordine e di esperienza; passato importante nel Chievo, il centrocampista piemontese è da quest’anno al Brescia proprio in prestito dai clivensi e viene oramai impiegato esclusivamente nel ruolo di centrale, nonostante un passato importante da esterno sinistro. Oltre a lui, nel ruolo Iaconi può disporre tra gli altri anche sull’uruguaiano Ruben Olivera (1983): portato in Italia dalla Juve ormai 12 anni fa, il “Pollo” ha indossato le maglie Sampdoria, Penarol, Genoa, Lecce e Fiorentina, dimostrando grande duttilità con tutte queste maglie, prima di passare all’inizio del 2014 al Brescia, in cui, dopo un periodo tutt’altro che positivo, è stato impiegato con continuità sulla linea mediana. Gli esterni del 3-5-2 disegnato da Iaconi sono Luigi Alberto Scaglia (1986) e Alessio Sestu (1983): il primo è nato e cresciuto a Brescia e, fatta eccezione per le esperienze in prestito nelle fila di Lumezzane, Torino e Carrarese, ha sempre indossato la maglia delle Rondinelle, con la quale è stato utilizzato in tutti i ruoli di fascia sinistra; il secondo è al Brescia in prestito dal Chievo, che lo ha ingaggiato a costo zero all’inizio della scorsa stagione, dopo che il giocatore romano di origini sarde si era messo in mostra nella massima serie con la maglia del Siena.
ATTACCO – 10 stagioni, 289 presenze e 131 gol con la maglia del Brescia: questi i numeri di Andrea Caracciolo (1981), centravanti milanese che proprio con la maglia delle Rondinelle si è tolto le maggiori soddisfazioni di una carriera in chiaroscuro che lo ha visto protagonista anche con la maglia del Palermo (2 stagioni e 17 reti in rosanero); sfortunate, invece, le esperienze con Perugia, Sampdoria, Genoa e Novara, in cui l’Airone non è riuscito ad esprimersi con la stessa continuità ed efficacia mostrata con la maglia del Brescia. Solo 4 le reti in questo campionato per Caracciolo, che nelle sfida del Dall’Ara spera di sbloccare se stesso e la squadra di cui è leader. Al suo fianco potrebbe agire il talentuoso – ma poco atletico – brasiliano Felipe Sodinha (1988); 1 metro e 74 per 82 kg, Sodinha è al Brescia da tre stagioni, nelle quali ha realizzato appena 3 gol, mettendo comunque in mostra un repertorio tecnico a dir poco vasto, grazie al quale ha ispirato i propri compagni di squadra. A causa di problemi disciplinari, ad inizio stagione mister Iaconi lo ha messo fuori rosa, reintegrandolo però a partire da ottobre e impiegandolo con sempre più regolarità nelle ultime giornate. Oltre a H’maidat e Sodinha, nel ruolo di seconda punta può essere impiegato anche il giovane Marco Valotti (1995), nazionale under19 cresciuto nel vivaio delle Rondinelle, dal quale era stato inizialmente escluso per via del suo fisico minuto; nonostante gli appena 162 cm di altezza, Valotti sa farsi valere soprattutto grazie alla propria agilità e alle doti tecniche superiori alla media. Non sarà della partita Daniele Corvia (1984), eterna promessa (di fatto mai mantenuta) del vivaio della Roma e che con la maglia del Lecce, nella stagione 2009/10 (quella della promozione dei salentini in Serie A), ha ottenuto le maggiori soddisfazioni: un guaio muscolare abbastanza serio lo tiene forzatamente a riposo da quasi due mesi.
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